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Santa Margherita Ligure

 

“Dietro la Liguria dei cartelloni pubblicitari, dietro la Riviera dei grandi alberghi, delle case da gioco, del turismo internazionale, si estende, dimenticata e sconosciuta, la Liguria dei contadini.”
(Italo Calvino)

Dal promontorio di Portofino, che divide il Golfo Paradiso dal Golfo del Tigullio, la seconda località che si incontra, superatala Punta del Pedale, è Santa Margherita Ligure, località turistica tra le più importanti della Riviera di Levante.

Santa Margherita Ligure è inserita in una conca naturale, a misura d’uomo, con lo sviluppo del centro urbano lungo due principali insenature e diviso in due parti: una antica, borgo di pescatori, un’altra moderna, sede di lussuosi alberghi e guardata a vista da pinete silenziose, nelle quali si trovano ville e giardini – gli stessi che poi danno vita alla piccola “Costa dei Delfini”-, e che unisce la città proprio a Portofino. Confina a nord con il comune di Rapallo, a sud con Camogli e Portofino. Sue frazioni sono Nozarego, Paraggi e San Lorenzo della Costa.

Parte del territorio comunale di Santa Margherita Ligure è compresa nel Parco Naturale Regionale di Portofino e nell’Area Naturale Marina Protetta.

Santa Margherita, antico centro liberty, dal cuore artistico e multiculturale, non a caso definita La Perla del Tigullio e immersa in un atmosfera senza tempo, facilmente rievocabile camminando sul suo caratteristico lungomare, al seguito delle “orme” di personaggi come Nietzsche, Hemingway, De Amicis e molti altri, deve la sua fama alla quantità dei ritrovi di lusso, oltre che alla sua privilegiata posizione nella parte più interna e temperata del litorale, senza dimenticarci della natura rigogliosa che l’ha favorita, a due passi da mondanità e turismo elitario.

Il centro storico di Santa Margherita, vero crogiolo delle attività del borgo, è il vostro punto di riferimento per i relativi spostamenti, a piedi o col mezzo proprio, se siete disposti a cercare parcheggio in luoghi più defilati e raggiungerlo successivamente – dal momento che come in ogni località turistica i pedaggi sono piuttosto salati.

Lo caratterizzano gli stretti caruggi liguri, piccoli vicoli tra palazzi colorati e portici in ardesia, i principali dei quali li trovate in Via Cavour e Via Palestro. Il venerdì mattina, in corso Matteotti, si tiene il mercato settimanale. Non mancano negozi di souvenir, bar, ristoranti, suscettibili di chiusure ritardate durante il periodo estivo o entro le cosiddette “notti bianche”. Ritrovo per eccellenza è Piazza Martiri della Libertà, di fronte ai giardini prossimi al molo. Nella caratteristica piazzetta, una miriade di locali offrono musica e “happy hours” a buon prezzo.

Santa Margherita Ligure dispone di una prestigiosa passeggiata a mare, che si estende da via Antonio Gramsci al porto turistico, costruito a metà dell’800 per volontà di Camillo Benso Conte di Cavour. La mattina presto, chi passeggia sulla banchina può assistere non di rado all’attracco dei pescherecci, pronti a scaricare i loro tesori. Lungo il tragitto, si può ammirare il cinquecentesco castello della città.

Il litorale di Santa Margherita Ligure è caratterizzato dalla presenza di stabilimenti balneari, tutti operativi, e da spiagge attrezzate o libere, con panorami che vanno da scogli a piccole lingue di sabbia fine, queste ultime in special modo lungo la strada che porta verso Portofino.

Un po' di storia...

Santa Margherita Ligure è borgo antico, popolato sin dall’epoca romana: ne abbiamo conferma grazie alla scoperta di un’urna cineraria del III secolo, con un’iscrizione latina, oggi conservata nella basilica omonima.

L’abitato originario, nonché il più vecchio, noto come Pescino, era casa soprattutto di pescatori e subì, sino al X secolo, le consuete incursioni saracene. Successivamente divenne feudo della famiglia Fieschi, almeno fino al 1229, quando s’intromise la Repubblica di Genova per allargare i suoi confini.

Si segnala la presenza dei monaci di San Colombano, venuti dall’abbazia di San Colombano di Bobbio, nel piacentino, ordine con sede presso l’abbazia di San Fruttuoso di Camogli e precedenti proprietari del terreno che darà vita all’Abbazia della Cervara, venduto proprio al cappellano Ottone Lanfranco che ne diresse la costruzione.

Feudo della famiglia Fieschi, dal 1229 si sottomette alla Repubblica di Genova, che ingloberà il territorio nella podesteria di Rapallo. Dal Medioevo in poi, l’abitato verrà diviso in due borgate principali, Pescino e Corte, spesso divise da vivacissime lotte. Vicende alterne accompagnano i due quartieri finchè, nel 1432, subiranno l’attacco ed il saccheggio della flotta navale della Repubblica di Venezia e nel 1549 quello del pirata Dragut, sorte comune a molti dei paesi del Levante.

Nel 1798 il territorio verrà diviso in due cantoni: il Cantone di Santa Margherita, a cui faranno capo le due municipalità di San Siro e San Lorenzo, e il Cantone di San Giacomo, con le municipalità di Nozarego e Portofino; entrambi venivano inclusi nella giurisdizione del Golfo Tigullio, gestito dal direttorio rapallese. I rapporti tra le due borgate, ben distinte politicamente e religiosamente, e i loro abitanti – i Margheritini e i Giacomini – s’incrinarono più volte con aspri confronti. E’ il 5 aprile del 1799 che vede soppresse le municipalità semplici di San Siro, San Lorenzo, Nozarego e Portofino, incorporando tali centri nelle due nuove municipalità di Santa Margherita e San Giacomo. Ancora una volta non vi sarà una convivenza pacifica tra i contendenti al bel mare antistante la costa, causando così lotte intestine fino al 27 aprile del 1800, quando si stenderà un documento dove i Margheritini e i Giacomini s’impegneranno per risaldare i rapporti.

Il Regno di Sardegna, alla quale la Liguria verrà annessa nel 1818, riunirà le due comunità nell’unico Comune di Santa Margherita di Rapallo, affidando il potere amministrativo ad un consiglio di anziani, guidato da Gerolamo Costaguta. Assumerà l’attuale nome, quello definitivo, solo nel 1863, con un apposito Decreto Reale di Vittorio Emanuele II di Savoia.

Con l’avvento della strada carrozzabile per Portofino e la ferrovia a Santa Margherita, un altro periodo, quello d’oro, riguarderà il borgo e i suoi immediati pressi: quello nel quale è sulla bocca di tutti, in Europa, la bellezza della Costa dei Delfini, testimone della costruzione di ville, alberghi e parchi di squisita fattura liberty e non.

Dopo la Seconda guerra mondiale, Santa Margherita, Portofino e il borgo di Paraggi diventeranno sempre più località turistiche esclusive, ricche di un fascino nostalgico, legato alla “dolce vita”, che perdura sino ad oggi.
Qui, come già accennato, ricordiamo la presenza assidua di personalità del calibro di Friedrich Nietzsche, Guglielmo Marconi, il pittore Vasilij Kandinsky e persino di Evita Perón, solo per citarne alcuni.

Dai ritrovi dei giovani sessantottini, raccolti la sera davanti al Cinema Centrale per fare quattro chiacchiere, Santa Margherita è arrivata in un lampo a imporsi su una variegata fascia d’età che la popola e la anima ogni anno, eleggendola a dimora di un soggiorno che sa farsi benvolere.

Natura

Coloratissima e dedicata agli amanti dell’outdoor, la natura a Santa Margherita e dintorni stupisce ed occupa gran parte dell’offerta turistica.

Le case gitane di Camogli, una diapositiva retrò rispetto alla frequentatissima piazzetta dei Vip di Portofino, i locali movimentati di Santa Margherita Ligure con avventori provenienti da tutto il mondo, l’inconfondibile mare turchese di Paraggi, non sono che assaggi degli scenari che vi attendono, semplici tavolozze in cui intingere le giornate in città.

Emblematiche per Santa Margherita Ligure, comunque un borgo raccolto, sono la seicentesca Villa Durazzo e l’Abbazia della Cervara, uscita da un racconto romantico. La prima, sulle alture intorno al paese, la troviamo immersa in un ombroso parco, ingentilito dalle palme e a cui si accede gratuitamente; l’interno della villa è invece a pagamento, ma vale la pena affacciarsi nelle stanze affrescate e godere della collezione di quadri eseguiti nello stile della scuola pittorica genovese (di calibro autori quali Piola, Vaymer e De Ferrari). La seconda grande protagonista, l’Abbazia della Cervara, vi attende sotto le mentite spoglie di un monastero a picco sul mare, circondato un incantevole giardino storico all’italiana; vi si arriva con una piccola stradina che parte dal lungomare, poco prima della baia di Paraggi.
Grazie ad un accordo tra il Parco Regionale di Portofino e l’Abbazia della Cervara, è possibile visitare questo luogo incantato la seconda e la quarta domenica dei mesi da marzo ad ottobre, camminando tra piante esotiche, siepi di bosso e fino al monumentale glicine della corte interna.
Una bomboniera sarà per voi il piccolo giardino di piante officinali, identico a come secoli prima lo voleva l’antica tradizione del sapere botanico in abbazia.

Nell’area adiacente Portofino ci si imbatte in stabilimenti balneari all’avanguardia, con sdraio e lettini.
In prossimità della spiaggia di Paraggi, in cui si respira la stessa aria atavica da borgo di pescatori e mugnai, s’incontrano tratti di costa libera molto suggestivi, affacciati su uno specchio di mare limpido e riparato, ornato dagli onnipresenti pini. Vicinissimo, per gli amanti delle immersioni c’è un relitto di nave mercantile, affondato nel 1917; tutto il fondale, ad ogni modo, offre potenzialità strabilianti proprio per via dell’acqua turchese, ideale per fotografie ad alta definizione.

Abbiamo parlato spesso del Parco Naturale di Portofino e della relativa area marina protetta, che qui, più che mai, risaltano l’atmosfera tipica, quasi piratesca, di un borgo immerso nella più profumata delle macchie mediterranee. Ma ancora una volta ne cantiamo le lodi, dal momento che la tutela a favore della biodiversità risale a ben prima della guerra. Abeti, leccete, piccole macchie di ippocastano e pini marittimi si aggrappano ai ripidi pendii rocciosi, e saranno loro a farvi compagnia, durante le camminate nella fitta rete di sentieri praticabili, da poter percorrere a piedi o in mountain bike.
Il Parco di Portofino offre la possibilità di fare trekking tutto l’anno, circondati da borghi incantati e boschi incredibilmente fitti, a pochissima distanza da scenari marini diametralmente opposti. I sentieri si differenziano tutti per lunghezza e difficoltà, offrendo la possibilità a chiunque di cimentarsi in escursioni guidate o libere, in base alle proprie capacità.

Nel 2000, invece, nasce l’Area Marina Protetta, che si propone l’intento di salvaguardare la meravigliosa costa e gli incontaminati fondali ricchi di specie vegetali ed animali.
Santa Margherita e la vicina Portofino sono un’occasione unica per scoprire il mare e le sue bellezze non solo dalla terraferma, ma anche sott’acqua. Numerosi i centri o le associazioni che prevedono lezioni di diving, vela ed escursioni in kayak, snorkeling, SUP e corsi di educazione ambientale, all’interno dell’Area Marina Protetta.
Le immersioni subacquee, praticate con o senza attrezzature e a seconda del caso conosciute con il nome specifico di immersione in apnea o scuba diving, sono la punta di diamante delle attività sportive più popolari a Santa Margherita. Vengono praticati corsi dedicati, per coppie o gruppi, in piscine naturali o in mezzo a scogliere cesellate dal vento, in un comprensorio che presenta numerosi punti d’immersione studiati da biologi e ammirati dai subacquei di tutto il mondo.

Ponendo l’accento sull’educazione ambientale, insegnando a riconoscere flora e fauna marine così come l’ambiente circostante che li accoglie, formando ragazzi e meno giovani, le attività si concentrano in estate nell’area di Paraggi, interdetta al traffico nautico e perciò meta ideale per imparare in tutta sicurezza a prendere confidenza con il mare.
Di recente, il connubio sport e natura all’interno del Parco di Portofino si è intensificato in occasione della notte di San Lorenzo, combinando le attività per una serata assolutamente irripetibile di anno in anno, accompagnati dalle stelle cadenti.

Assolutamente in linea generale, Santa Margherita offre molti tipi di costa, dalla sabbia con sassi e scogli, alle piccole insenature selvagge, e questo è forse il collante più importante, ciò che la rende speciale all’interno del discorso naturalistico.
Tra gli scenari alla portata di ogni tipo di turista, dalle vedute de la “Ghiaia” e della “Piazza del Sole”, è presente persino una spiaggia libera per cani, frequentata dai proprietari e dai loro amici con assoluto agio.

Luoghi d'interesse

Come ogni borgo ligure, Santa Margherita ha un passato fatto di fede e devozione, che si traduce oggi in un numero incredibile di luoghi di culto da visitare.

La basilica parrocchiale di Santa Margherita d’Antiochia, altresì conosciuta come Santuario di Nostra Signora della Rosa, è la sede cattolica principale di Santa Margherita Ligure, e si trova in Piazza Caprera.
L’edificio attuale, in stile barocco, su progetto dell’architetto Giovanni Battista Ghiso e risalente ai XVII e XVIII secoli, costruito su un precedente fabbricato, viene consacrato nel 1770 dall’allora arcivescovo di Genova. La chiesa ha pianta a croce latina e una cupola che sormonta il transetto, la quale ne definisce la struttura, mentre la facciata è divisa in due ordini, con decorazioni gotiche e due torri campanarie, gemelle, di cui una costruita più tardi, ai lati. L’antistante piazzale è molto bello, arricchito da ciottoli bianchi e neri, usando la caratteristica tecnica ligure del risseu.
In onore a Santa Margherita d’Antiochia, patrona della città e a cui la chiesa è legata sin dal medioevo, il 20 luglio si svolge una processione nel centro storico, accompagnata da uno spettacolo pirotecnico sulla passeggiata a mare.

La chiesa di San Giacomo di Corte, anch’essa conosciuta con il secondo nome di Santuario di Nostra Signora della Lettera, la troviamo situata nel quartiere di Corte, in via San Francesco d’Assisi. Tale edificio è sede del vicariato di Rapallo-Santa Margherita Ligure della diocesi di Chiavari e sorge su un poggio in posizione panoramica.
Il nome è legato, presumibilmente, ad una statua in legno che, come racconta la leggenda, fu trovata nello specchio acqueo della baia di Corte da alcuni pescatori. Legenda vuole, in poche parole, che uno dei marinai, accortosi della figura lignea in mare, riuscì a raggiungere l’effige e a portarla sulla spiaggia. Giunti a riva, si accordarono con i pescatori per donare la scultura alla locale chiesetta, già esistente. La statua, si venne a scoprire, in realtà aveva viaggiato dalla lontana Messina dopo un tremendo terremoto, cadendo in acqua e lasciandosi trasportare dalle correnti fino al borgo ligure.
Costruita nel corso del XVII secolo, la candida facciata a tre ordini è di nuovo in stile barocco, con tre portali e culminante in una lunetta semicircolare schiacciata. L’interno, a tre navate separate da archi a tutto sesto, con colonne corinzie, è riccamente decorato.

La piccola Chiesa di San Siro, ubicata nell’omonimo quartiere, è datata 1200. Restaurata diverse volte a cavallo dei secoli, i lavori si concludono con una caratteristica facciata a duplice stile: neoclassico all’esterno, con a due ordini e un timpano sorretto da colonne, tre portali alla conta, e barocco all’interno, con lo spazio ripartito in tre navate da colonne corinzie, adornate da angeli e putti. Il catino absidale, così come la volta a botte, sono riccamente affrescati.

L’Oratorio della Madonna del Suffragio, situato tra piazza Giuseppe Mazzini e via Fratelli Arpe, nelle vicinanze dell’odierno palazzo municipale, conserva un organo del 1686, considerato il più antico della Liguria e precedentemente ospitato presso l’Albergo dei Poveri di Genova. Conosciuto anche come Oratorio della Buona Morte e Orazione, si presenta come una struttura evoluta in altezza, dall’elegante stile rinascimentale. La facciata ci mostra due portali di accesso, ripartiti su tre ordini, il più centrale adornato da una statua. Di particolare interesse artistico anche la parte interna, alloggio discreto di un dipinto che rappresenta Cristo in catene, opera ora attribuita al pittore Domenico Piola.

Abbiamo già parlato di Villa Durazzo, con la sua pavimentazione esterna a risseu e i colori vivaci in stile ligure, ma vi stupirà scoprire che oltre alla prima dimora ce n’è una seconda, Villa San Giacomo, e oltre alla bellezza vive, tra i suoi sentieri e il verde delle magnolie e delle palme, molto di più. Polo museale di notevole spessore, dove sono allestiti il Museo Artistico “Vittorio Giovanni Rossi” e la raccolta “Bellometti”, vi si possono visitare gli appartamenti dei Principi Centurione, che arricchirono la proprietà con statue neoclassiche ancora visibili nel parco. Nelle ville vengono organizzati eventi culturali ed allestite esposizioni artistiche, presente inoltre la possibilità di prenotare la location per eventi privati.

Per far felici i bambini, non c’è niente di meglio del Parco del Flauto Magico, ex Parco Carmagnola, che nel 1998 ha subito un restyling pensato per omaggiare il Flauto Magico di Mozart. Disegni, percorsi ed oggetti sono chiaramente ispirati alla sua opera da un pensiero di Emanuele Luzzati, tra il verde ed i giochi, anche i grandi potranno apprezzare la pace e la tranquillità, soffermandosi a seguire proprio la storia originale, rivissuta sul muro di cinta, lungo 23 metri, con dipinti su piastrelle di ceramica.

Tutto da fotografare il Castello di Santa Margherita Ligure, posto ai piedi della collina su cui sorgono le ville. Il maniero, voluto dai genovesi a difesa dalle frequenti incursioni dei saraceni, è di dimensioni contenute, si presenta a pianta rettangolare, con una torre posizionata nell’angolo di sud-ovest, dove si apre l’ingresso. Edificato nel 1500, è oggi di proprietà privata. Vi si accede solo in occasione di mostre, ricevimenti e riti civili. Nella località balneare di Paraggi è presente un secondo castello, anche questo privato, con funzioni di sacrario ai caduti e museo storico, sempre in memoria dei morti in guerra.

Ricettività, turismo ed eventi

Santa Margherita si basa essenzialmente sul turismo balneare, grazie ai numerosi stabilimenti, e a quello naturalistico, per merito delle attività che concorrono alla sua salvaguardia.

Simbolo per eccellenza di questo suo legame con il mare è la frazione di Paraggi, dove paradossalmente c’era posto anche per la fervente produzione dei fattori: erano ben dodici i mulini che si trovavano lungo l’odierna “Via dei Mulini”.
Dotato, come abbiamo visto, di una splendida spiaggia libera, e di un’altra attrezzata, rientra nella Costa dei Delfini, a metà strada fra Santa Margherita e Portofino. Dista circa 3 km da Santa Margherita Ligure ed è raggiungibile comodamente in autobus o via mare.

Santa Margherita è rinomata ugualmente nel settore del il turismo croceristico, idonea allo sbarco di navi d’una certa portata provenienti da ogni parte del mondo.

La presenza di una massiccia opera di terrazzamento dei terreni scesi al mare, per sfruttare intensamente la coltura dell’ulivo, tra i pendii e i frantoi, quasi stride con la presenza di hotel di lusso, ma non mancano gli agriturismi immersi nel silenzio delle colline, o i bed&breakfast ideati per i più giovani, sempre disponibili con ottime offerte.

L’artigianato locale è legato, come i borghi limitrofi, alla creazione di merletti e pizzi macramè.

Arrivando agli eventi, l’ottantesimo compleanno del Palio Marinaro del Tigullio si è svolto, quest’anno, a Santa Margherita, precisamente di fronte alla spiaggia di Ghiaia e grazie alla collaborazione dell’associazione Amatori Palio Tigullio. Questa competizione, alla quale potrete facilmente assistere di volta in volta nei paesi compresi all’interno del golfo, tra maggio ed agosto, vede contendersi la vittoria da timonieri e rematori a bordo di gozzi in legno da 22 palmi.

In aprile, l’ormai consolidato evento della Coppa Carlo Negri – Regate Pirelli coinvolge, in una compitazione internazionale, esperti di vela. L’evento è organizzato dallo Yacht Club e dal Circolo Velico nello specchio acqueo antistante Santa Margherita e Portofino.

A marzo, la Festa della Primavera dà il benvenuto alla stagione con falò sulla spiaggia, fuochi d’artificio e migliaia di frittelle di San Giuseppe e vino nostrano per gli avventori, sempre numerosi.

Un’Estate in Festa, tra luglio ed agosto, conta ben sette grandi feste popolari per onorare i Santi venerati a “Santa”. Oltre quella patronale di santa Margherita d’Antiochia, in luglio, sono celebrati la Madonna della Lettera, Sant’Erasmo, San Siro, San Bernardo e San Lorenzo della Costa.

A settembre non perdete il Palio dei Quartieri, che richiama tutta la città “in lotta” per un trofeo: divisi in sei squadre, distribuite nello stesso modo delle frazioni e dei quartieri di Santa, i sammargheritesi si sfidano in undici diverse discipline sportive per conquistare un fittizio predominio cittadino.

Cucina

La tradizione gastronomica di Santa Margherita è incentrata sul pescato giornaliero.

Dal suo mare ottiene pesce azzurro, dentici, orate e grossi tonni corposi, ma anche pesci più piccoli da friggere nell’olio buono.
L’odore del fritto genuino si mischia al profumo della focaccia calda, riempita con ingredienti semplici ma non poveri; l’attenzione alle materie prime, nei piatti di portata così come negli antipasti, è sicuramente tra le più salutari, fatto, questo, derivato da una cucina “di magro”, con una forte componente vegetariana. Bietole, fagioli, fagiolini, piselli, cereali ed erbe aromatiche come timo, basilico, salvia, menta, maggiorana la fanno da padrona.

Tra i primi piatti spicca il consueto pesto alla genovese, con cui condire trofie e trenette, battuto a mano in un mortaio di pietra. Altri primi immancabili sono il minestrone alla genovese, ricco di ingredienti, i pansotti, ovvero i ravioli di magro, con salsa di noci, il “Ciuppin”, zuppa di pesce a base di scorfano e pesci di fondale, da servire con pane da intingolo.

Per il pesce, che la fa padrone, abbiamo il rombo ai funghi porcini, in un delicato susseguirsi di sapori mari e monti, il polipo con patate, le sardine ripiene, gli sgombri con piselli freschi, i bianchetti con i carciofi; le morbide orate, le cernie e il pesce spada cucinati al forno. Verso Portofino vi imbatterete in un piatto dal nome curioso, la Pisciadela, che è in in verità una innocua focaccia farcita con pomodori pelati, filetti d’acciuga, olive e aglio, simile alla Pissaladière nizzarda.

Un prodotto d’eccellenza sono i gamberoni rossi di Santa Margherita, apprezzati per la qualità e il sapore delle carni.
Nei secondi regolari ordinate assolutamente il polpettone e la cima, ancora alla genovese, con il ripieno prelibato. Piatti unici sono la torta “Pasqualina” con uova ed erbe di campo, il Cappon Magro, portata superba da preparare con aragosta, cozze, e altri frutti di mare, tutti lessati come le verdure da accostare, generalmente fagiolini e cavolfiori, disposti fino a ottenere un insieme scenico, impreziosito con lucide uova sode e salsa acidula. Apprezzate le verdure sott’olio, su tutte zucchine, zuccotti, carciofi e pomodori secchi.

Dai vigneti si producono bianchi, rossi e rosati, regolarmente e con generosità. Golfo del Tigullio-Portofino o Portofino DOC, nella versione rossa o bianca, e in alternativa lavorati per diventare vino spumante o passito, sono ottenuti rispettivamente da Ciliegiolo e Vermentino. Ben si abbinano al condimento del pesto o del ragù, ai piatti di pesce e in particolare allo stoccafisso in umido, tocco di classe nell’accoppiata del formaggio di S. Stefano d’Aveto. La variante in rosa va degustata con minestroni o molluschi, rigorosamente servita ad una temperatura tra gli otto e i dieci gradi.

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