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Rocchetta Vara

 

“Drappo tagliato di bianco e di azzurro…” (Descrizione araldica dello stemma)

Passato sotto le leziose manine dei Malaspina, Rocchetta Vara, d’altro canto, appare più raccolto, un pugno di case costruite in pietra grezza. I primi insediamenti erano di origine monastica, e solo a posteriori si concretizzò l’attuale conformazione urbanistica: cambiati i materiali di costruzione, dall’alto, ci sembra comunque di sorvolare un feudo, a cui si accede per mezzo di un ponte – fruibilissimo – e stretto attorno al legittimo maniero.

Salendo fino a Beverone, sui 700 metri di altezza, gli scorci incontrano l’azzurro carico di cieli sgombri, diamo uno sorcio alle Alpi Apuane, mentre nella vicina Suvero, il giogo della famiglia non manca di rendere vive le loro opere, passioni e intrighi servendosi dell’ombra di un silenzioso, e di sicuro infestato, castello, adibito a dimora privata. Di fianco, la relativa chiesa di San Giovanni. Sempre a Suvero, lungo la strada che vi porta al Passo dei Casoni, non potete non farvi un giro nella magnifica pineta che costeggia l’Appennino.

Eventi e Luoghi d'Interesse

Rocchetta di Vara è perfetta se si cercano oasi di pace e vecchi ruderi. Torri e torrioni dominano dall’omonimo monte sovrastante il paese di Cassana, poi abbiamo la “Caverna Ossifera”, in realtà fatta di calcare – sappiate che il nome si riferisce ai ritrovamenti –, idonea ad aggiudicarsi il primato come uno dei siti con maggiore risalto paleontologico in Italia. E’ la stessa dell’orso preistorico.

Chiesa di Michele Arcangelo, sempre a Cassana, con la sua ex torre romanica riadattata a campanile, e quella che porta il nome di Santa Maria della Foce, al cui interno troviamo una statua dell’Immacolata donata dalla famiglia Lomellini e, secondo la tradizione, proveniente dalla polena di una nave genovese.

A mollo in una tavolozza di colori che variano dall’oro al crema, per via della facciata, il Santuario di Nostra Signora di Roverano rappresenta, nell’areale di Rocchetta l’oasi di pace per eccellenza, preceduto da una spaziosa scalinata e circondato da una profumata, e sempre apprezzata, fioritura di olivi.

Manifestazioni ed eventi a carattere culturale sono svolti nel Palazzo Vinciguerra.

Suvero, frazione dove tocca il cielo quel castello che fu prima postazione difensiva e poi residenza dei Malaspina, si veste di risate e irriverenza durante il carnevale: i ragazzi sono soliti mascherarsi, in maniera volutamente sconveniente, per la festa “Dei Belli e dei Brutti”, conosciuta al pari di un’istituzione nell’intera Provincia.

A Stadomelli, incredibilmente sembra di venire catapultati in Scozia, e una attitude del genere, completa di haggis ed altre specialità gastronomiche indirizzate alla cultura britannica subito riproposte in tavola, la dice lunga sullo spopolamento della Val di Vara agli inizi del XX secolo. Vi fu infatti un flusso costante di emigranti che, da Stadomelli, cercò lavoro viaggiando alla scoperta della punta scozzese del Regno Unito. E così, ancora adesso, resta prassi comune incontrare famiglie che parlano con impeccabile accento, o intrattengono rapporti assieme alla gente d’oltremare. Ogni estate, sul finire di agosto, Stadomelli organizza per l’occasione una magnifica “Festa Scozzese”.

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