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Recco

 

La ricetta del cibo che dà “più dipendenza sul pianeta” è quella della focaccia al formaggio: stracchino tra due sottilissime sfoglie di pasta irrorate d’olio d’oliva. Sembra facile, ma la fugassa così riesce solo a Recco: su un tagliere tondo di legno, sgocciolante di forno, provoca il desiderio che dopo la focaccia ci sia ancora la focaccia. (Roberto Perrone)

Recco è un comune della provincia di Genova, conosciuto non solo per l’ottima focaccia ma per il binomio con Camogli con la quale spartisce la buona cucina e le bellezze della costa.

Si trova nella riviera ligure di levante, incastonato in una piccola insenatura del Golfo Paradiso, approssimativamente inserito tre Camogli e Moneglia, e confina a ovest con Sori e Bogliasco, a pochi chilometri dall’abitato di Genova, e ad est con Rapallo, separate dal promontorio del monte di Portofino e dalla relativa area marina protetta, assieme alla splendida cittadina di Santa Margherita.

Recco e tutta la zona del Golfo paradiso sono rinomate per la ricchezza delle loro valli, Fontanabuona, Petronio, Graveglia, Sturla e d’Aveto, pur consentendo numerosi approdi al mare e ai promontori non infrequenti, meta turistica prediletta su territorio internazionale.

Come arrivare

VIA MARE

A mezz’ora da Genova e a cinque minuti da Camogli,  Recco è un famoso centro balneare che precede i borghi del Golfo Paradiso. Gli approdi più grandi, in alternativa a cercare parcheggio in città, sono la stessa Camogli e il porticciolo di San Fruttuoso, collegati dal Servizio marittimo del Tigullio ai centri maggiori di Sestri Levante, Lavagna, Chiavari o dal porto di Genova dal Consorzio Liguria viamare, grazie un servizio di imbarcazioni potenziato nel periodo da Pasqua a settembre ma comunque attivo anche d’inverno. Dalle Cinque Terre partono battelli per Recco, Sori e Camogli per indimenticabili gite all’insegna del bel tempo, contraddistinte da specie di flora e fauna di un incredibile biodiversità.

VIA AREA

Il più vicino aeroporto è il Cristoforo Colombo (Aeroporto Genova-Sestri), consigliato per i voli nazionali. Per quanto riguarda quelli internazionali, non fatevi scoraggiare dalle distanze e premuratevi di fare scalo a Malpensa e Orio al Serio (BG), o a Roma Ciampino, spostandovi successivamente tramite bus navetta alle città, e da lì prendere il treno, o prenotando in anticipo autobus turistici verso Genova.

VIA TERRA

Da nord, soprattutto per chi arriva da Milano, Brescia o Verona, si predilige l’autostrada A1 oppure l‘autostrada A4 in direzione Genova –Livorno, con uscita al casello di Recco. Da Roma, l’autostrada ideale è la A12 in direzione di Livorno, dove, all’altezza di Viareggio vi allaccerete con la A11. Il primo punto intermedio prima di immettersi nella statale dell’Aurelia è La Spezia, ma in generale, tutto il trittico Pisa, La Spezia, Genova conduce con l’apposita segnaletica alla vostra destinazione.

Il modo migliore per spostarsi in treno invece, per chi viene da Milano, è scendere a Genova Brignole, o all’occorrenza Genova Porta Principe, e prendere il cambio in direzione di La Spezia con fermata intermedia a Recco. Da Roma o Firenze, il servizio Freccia di Trenitalia prevede cambi rispettivamente a La Spezia e Rapallo e da Firenze verso Pisa, con cifre tutto sommato modiche. Ricordate che viaggiare in treno se non avete bagagli ingombranti vi permetterà non solo di rilassarvi, ma anche di fermarvi nelle tappe intermedie del Levante, per un tragitto che in una settimana, negli ostelli a poco prezzo e sotto la stella dei grandi chef, potrà darvi un infarinatura generale di sapori, storia, tradizioni ed appassionanti scorci

Come spostarsi

L’itinerario nel levante ligure è un peccato viverlo chiusi in quattro mura di lamiera. Magnifico in estate come in primavera, l’ideale per spostarsi è la bicicletta, nelle zone limitrofe a Recco tra Camogli e Sori, o in macchina ma sempre e comunque con l’idea di godersi il paesaggio. I luoghi del Tigullio si somigliano un po’ tutti, vuoi per dimensione, vuoi per costruzione, si evolvono dal centro storico stretto alla pieve verso il mare e le spiagge ad anello, va da se quindi che per gli estimatori dell’urbanistica il mezzo ideale per ritrovare i vecchi ruderi e i rosoni delle chiese, saranno i cari vecchi piedi, con l’ausilio di macchina fotografica. Considerando invece la pregevolezza del mare e le incredibili falesie dell’Aria Marina Protetta di Portofino, prenotate da subito l’itinerario in battello, o come per l’Isola d’Elba, quad o moto a noleggio per la giornata, toccando la punta boscosa di san Fruttuoso o nell’itinerario inverso, per i più ardimentosi, raggiungendo le “case zingare” di Santa Margherita. In ogni caso, la città è ben servita dal servizio  dell’Azienda Trasporti Provinciali (atp) con pullman che collegano Recco a Rapallo, Genova e Santa Margherita, con tariffe che vanno dal percorso di quattro zone adiacenti di 1.50 euro al doppio, un volta usciti dalla fascia chilometrica designata. Come per La Spezia comunque, col sistema a fasce si avrà la possibilità non solo di utilizzare più mezzi con lo stesso biglietto, ma anche di disfarsi dell’onnipresente problema del parcheggio.

Un po' di storia...

Abitato già in epoca antica, il borgo vero e proprio viene fondato dai romani con il nome di Recina (o Ricina), che sfruttarono il percorso commerciale sulla via Aurelia per farne un importante castrum, l’accampamento fortificato delle legioni. Più o meno nell‘Alto Medioevo comincia la lunga ascesa della chiesa e la successiva costruzione delle pievi ambrosiane tipiche del territorio. Segue nel XII secolo un’altra comune storia dei borghi liguri, la dominazione della Repubblica di Genova che ne diviene proprietaria e la proclama sede del capitanato, grazie anche ai suoi artigiani, abili costruttori nel settore marinaro. Fra Genova e Rapallo le incursioni dei saraceni sono continue e feroci, ma Recco resiste e il commercio prospera. Dopo anni di clemente navigazione sulle rotte delle isole e via terra, solo la seconda guerra mondiale mina le fondamenta di una cittadina a modo, garbata e sempre pronta all’ospitalità, distruggendo quasi la totalità dell’abitato urbano e i suoi reperti storici più vecchi. Insignita della medaglia d‘oro al Merito Civile, oggi è una rinomata località turistica del Golfo Paradiso, l’avamposto, l’accesso, la guardiana più a occidente delle meraviglie del Tigullio.

Natura

Recco prende il nome dal torrente omonimo situato in alta valle, sul colle Caprile, vicino la strada provinciale, e sgorga sul monte di Uscio dal quale scende e si biforca. La vicinanza all’acqua dolce permette la nidificazione di numerose specie avicole tra le più particolari, dalla capinera alla ghiandaia, senza disdegnare nidi di falchi quasi a livello del mare. Valicandone il crinale è possibile arrivare fino alla val Fontanabuona, nell’entroterra del Tigullio, conosciuta anche per le cave di ardesia e per essere stata a lungo un feudo della dinastia dei Fieschi. Arrivando ad una altezza di quasi mille metri, è riparata dai freddi venti provenienti da nord e da nord-est, fattore, assieme alla presenza del mare, che rende il clima mite durante tutto l’anno, dai contrafforti alle vicine cittadine, Recco compresa. Se da una parte la val Fontanabuona è l’archetipo del panorama pedemontano, il Parco naturale regionale di Portofino è quello che più si avvicina alla natura rigogliosa nelle vicinanze, nulla togliendo ai boschi spontanei a ridosso della città. I sentieri sono sgomberi e puliti e per nulla difficili da praticare anche per i non addetti, al mattino soprattutto, muniti di zaino e pranzo al sacco, potreste passare un pomeriggio piacevole e tutto nuovo che non preveda il bagno al mare. Il progetto nasce intorno agli anni trenta,  partendo dal presupposto di una strada carrabile che collegasse Camogli a Santa Maergherita passando per Portofino.

La vegetazione, come in gran parte della riviera di levante, è tenacemente mediterranea, dando spazio a piccole macchie di nocciolo e di carpino nei punti più a settentrione e di pino, leccio e corbezzolo in riva al mare sui promontori argillosi. Nonostante la riviera di levante sia senz’altro più ripida della zona a ponente, citiamo ad esempio le grotte di Portovenere e la china scoscesa delle Cinque Terre, la baia di Recco si snoda in una lunga ansa di sabbia fine, servita dalle più confortevoli attrezzature balneari. Di grande impatto (ma bisogna attrezzarsi per tempo con tuta e possibilmente avere il consenso della gestione del parco all’infuori della zona di salvaguardia chiamata C) è l’immersione nello spicchio di mare sotto il promontorio di Portofino. Sono vietate le attività venatorie di qualsiasi genere, ma, con un ottima macchina fotografica subacquea potrete portarvi un souvenir a fermo immagine della Posidonia Oceanica, o delle vaste praterie di Gorgonie. Tra Camogli e Portofino, nella baia di San Fruttuoso, a quindici chilometri di profondità sorveglia le correnti il Cristo degli Abissi, una statua di bronzo di circa due metri e mezzo di altezza posta volutamente sul fondale da un idea di Duilio Marcante.

Luoghi d'interesse

Gli stili artistici che nell’arco dei secoli hanno riguardato il Golfo Paradiso, sono variegati e si intrecciano in edifici che vanno dal romanico al gotico, subendo influenze barocche e vittoriane per arrivare al razionalismo. L‘abbazia di San Fruttuoso di Capodimonte, situata nella baia di Camogli, è un mirabile esempio di architettura medievale, o altrimenti detta monastica, che ricalca perfettamente il concetto romanico di chiesa. E’ accessibile soltanto via mare o percorrendo il sentiero che scende dal soprastante monte di Portofino. La statua del Cristo degli abissi  è adagiata proprio speculare all’abbazia, sul fondale marino, e nelle vicinanze potrete trovare una spiaggia balneabile. Notevoli le ville del genovese, la principale quella di Negrotto Cambiaso, ad Arenzano, immersa nel parco della Serra Liberty – commissionata dalla Marchesa del luogo, una delle più grandi d’Europa  e sovente promotrice delle principali manifestazioni fioristiche regionali. Sempre a Camogli il Castello della Dragonara  (o Castel Dragone) richiama i dettami dei forti del XII secolo, in posizione elevata rispetto alla vicina basilica di Santa Maria Assunta. Le mura solide, che ne fanno un vero e proprio maniero arroccato sul mare, sono forse lo scorcio più bello e selvaggio di tutta la zona. Attualmente ospita  mostre ed eventi culturali, dopo aver esaurito nel 1999, l’incarico di sede dell‘Acquario Tirrenico. In piazza San Giovanni Bono a Recco, la chiesa dei Santi Giovanni Battista è luogo del vicariato di Recco-Uscio-Camogli dell‘arcidiocesi di Genova. La precedente chiesa fu completamente distrutta a seguito dei massicci bombardamenti durante la guerra, e il nuovo edificio che vediamo oggi è stato ultimato solo a maggio del 1951, rimpiazzando col travertino la facciata e costruendo una nuova torre campanaria adiacente la chiesa.

Ricettività, turismo ed eventi

Recco non solo vi riempie la pancia, ma anche lo sguardo. Al largo della Spiaggia dei Frati potrete fare il pieno di iodio (e stare molto attenti alle scottature per il riverbero crudele in estate) e se il sale non fa per voi, c’è sempre la piscina di Sant’Anna, sede della pluripremiata squadra cittadina di pallanuoto, la Pro Recco.

Il territorio che auspica a un fortunato connubio mare e montagna, offre altresì svariate possibilità di trekking e biking; percorrere la Via Aurelia per un  breve tragitto del levante, come si accennava in precedenza, permetterà agli appassionati non solo di allenarsi, ma di collezionare sempre nuovi splendidi scorci. Nel comprensorio del Parco Regionale del Monte di Portofino, in mezzo ai pini marittimi e ai sentieri silenziosi, ve la dovrete cavare al contrario con salite particolarmente impegnative, ma non prive di ogni tonalità di verde concessa alla natura. Poche le parole da spendere sul Golfo Paradiso, già ampiamente trattato nei numeri precedenti. Quando si percorre la statale in mezzo alle colline e il sole si tuffa nei colori da sogno del mare, non si può non pensare all’eternità che rimanda il paesaggio, al profumo del mare che accompagna fin dentro la città, non ci sono luoghi nel Golfo Paradiso, che non siano esenti dal fascino del tramonto e di tutta la raffinata tavolozza di colori, che, come al solito, ci regala. Meno introspettiva e più d’impatto, è la staffetta Recco – Pontdilegno, rinomata località sciistica alle pendici del Passo del Tonale, a cui si arriva con una lunghissima marcia dei corridori (circa 334 chilometri) che li vede attraversare l’Appennino e la Pianura Padana, passando per Iseo ed Edolo, in occasione della festività delle Palme e per merito del gemellaggio tra Comuni. Sempre in tema primaverile, a maggio sul lungomare si tiene la consueta “Festa della focaccia” , che come allude il nome, non solo rende partecipi i più sportivi del percorso ciclistico, ma celebra il piatto tipico per grandi e piccini.

Alla fine di ottobre si tiene invece la tradizionale Festa della Transumanza di Santo Stefano D’Aveto, manifestazione zootecnica-agricola che arriva a toccare il comune di Torrio, in provincia di Piacenza. Numerosi gli agriturismi e i bed and breakfast con vista mare fino al promontorio di Portofino, spesso muniti di ulteriori attrattive come la fattoria a tema per  bambini  o le piscine coperte.

Cucina

Ed eccoci alla nostra grande protagonista, la gastronomia di Recco. Ineccepibile con il suo largo utilizzo di erbe aromatiche e sapori mediterranei, è sicuramente d’obbligo parlarvi della sua focaccia e fornirvene la ricetta, ma attenzione, nessuno che non si dica nato e cresciuto quaggiù, o perlomeno ligure, potrà assaporare il vero regime nutrizionale e il gusto autentico della Focaccia di Recco. Il motivo è più o meno celato; il formaggio che denota il sapore tipico della focaccia è la Prescinseua, ottenuta appena munta dall’aggiunta di caglio e panna. Il latte fresco e l’alta deperibilità degli ingredienti fanno si che la Prescinseua venga consumata solo nelle tavole tradizionali, e benché possa ricordare per sommi capi lo stracchino, anche lui largamente utilizzato, la ricetta originale è gelosamente conservata più o meno dal 1300. La vicinanza con la Francia e l’abbondanza della risorsa, fanno del pesce il secondo grande protagonista: acciughe, alici, orate, tutti pesci azzurri dal basso valore di grassi e digeribilissimi nelle mille e una ricette con le verdure dell’orto, bietole, verza e carciofi, e il sempre abbondante olio d’oliva. Le conserve di marmellata e i formaggi sapidi, assieme alle piccole cooperative vinicole, rappresentano un grande patrimonio non solo culinario ma anche di tradizioni secolari ancora risalenti alle signorie del periodo feudale.

Mercato immobiliare

Zona semicentro/ costiera, Polanesi, mulinetti, megli. Abitazioni civili, residenziali. Abitazioni civili in ordine da 3900 a 5700 euro a mq. Abit. Di tipo economico in ordine da 3100 a 4300 euro a mq.

Ville e villini in ordine da 6700 a 9700 a mq.  Box da 2600a 3900 a mq. Posti  auto coperti da 2500 a 3500a mq.  Posti auto scoperti da 2000 a 3000a mq.   Recco zona centrale da via Cavour e via Assereto  al viadotto autostradale.

Abitazioni civili residenziali. In ordine, da 2700 a 2900 euro a mq. Abit. Tipo economico in ordine da 2100 a 3100 euro a mq. Ville e villini, in ordine, da 4700 a 6900 euro a mq. Box 2800 a 4200 euro a mq. Posti auto coperti da 2600 a 3900 euro a mq. Posti auto scoperti da2300 a 3400 euro a mq.

Dintorni

Recco è posta direttamente al centro di un importante avamposto culturale che è l’abbraccio fra Genova e La Spezia. Se da una parte è fedele alla magniloquenza del Capologuogo, alla vita mondana di Santa Margherita e alle spiagge super attrezzate più facilmente assimilabili al Savonese, dall’altra riflette appieno lo stile povero, a volte burbero, del levante più estremo, le calle sommerse e i boschi di pini cresciuti indisturbati sulle scogliere. Vicinissimo a Chiavari e a Sestri, nulla togliendo alle aiuole fiorite della Baia delle Favole, il Golfo, che non a caso è “paradisiaco”, è forse il più eclatante tratto caratteriale di Recco e dintorni.

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