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Portofino

 

“Ed ecco, all’improvviso, scoprirsi un’insenatura nascosta, di ulivi e castani. Un piccolo villaggio, Portofino, si allarga come un arco di luna attorno a questo calmo bacino.”
(Guy de Maupassant)

Portofino
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A conclusione del Golfo del Tigulllio, troviamo Portofino. Secondo Plinio il Vecchio, il borgo fu fondato dall’Impero Romano col nome di Portus Delphini dovuto, forse per la grande popolazione di questi mammiferi marini nel Golfo del Tigullio.

Il panorama è caratteristico, passeggiata a mare, case dipinte che danno sulla spiaggia, in questo caso piccola e raccolta per via della costa che s’infittisce di pini e macchie d’acero, frastagliata, e il consueto parlottio dei turisti, in sottofondo, la sera che le strade si animano di vita.

Forse Portofino è ciò che di più antico ci è rimasto, nel Tigullio, in quanto a disposizione delle forme e dei colori, ancora legati al passato. Arrivando via mare, sembra quasi di attraccare in un porticciolo di sgherri delle peggiori coste portoricane, con la giungla minacciosa in agguato tutt’attorno, se non fosse che Portofino di minaccioso ha veramente poco.

Il mare all’alba si tinge dei colori delle case, come un quadro impressionista lasciato al caso, in bàlia delle onde. Tutto comunque richiama la vita mondana laggiù, nonostante la calma eterea e l’atmosfera serena che si respira per le vie.

E’ il punto in comune che hanno tutti i borghi del Tigullio, questa loro incondizionata voglia di dare senza ricevere, di dare divertimento. Inoltre l’attenta selezione di eventi mondani, specificatamente studiati per esaltare la bellezza del Golfo di notte come di giorno, sono come fari nella notte per i turisti a caccia di emozioni.

Cucina

Nel Tigullio, esattamente come nelle altre zone della Liguria di Levante che abbiamo trattato, la cucina è sempre all’altezza della regione a cui appartiene.

Tra i vari piatti di carne che qui vanno per la maggiore ricordiamo le tomaselle, involtini di vitello ripieni di carne, uova ed erbe aromatiche, e poi l’agnello in umido con i carciofi. I funghi sono protagonisti dell’entroterra, insaporiscono i piatti di carne e vengono addirittura accostati al pesce.

E proprio quest’ultimo ha un posto d’onore nei menù dei ristoranti del Tigullio. Tantissime le ricette di pesce proposte: il fritto misto, l’insalata di pesce, le triglie alla genovese, lo stoccafisso in agrodolce con pinoli e uva passa. I “muscoli” sono onnipresenti, fatti alla marinara o ripieni di carne, formaggio, uova, maggiorana. Non possiamo certo dimenticare la regina dei mari liguri: l’acciuga, che viene consumata fresca, ottima quella ripiena, ma si presta benissimo ad essere conservata.

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