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Levanto

 

È la Liguria terra leggiadra. Il sasso ardente, l’argilla pulita, s’avvivano di pampini al sole. È gigante l’ulivo. A primavera appar dovunque la mimosa effimera. (Vincenzo Cardarelli)

Levanto
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La Riviera Ligure del Levante, che fa capo alla provincia della Spezia, subito dopo l’arco delle Cinque Terre prende il nome di Riviera Spezzina, ed è composta prevalentemente da quattro borghi prossimi a queste ultime: Levanto, Bonassola, Framura e Deiva Marina.

Dunque, incastonato nella Riviera del Levante, Levanto, che proprio delle rive porta il nome e che delle cinque sorelle è considerato la “porta di ingresso”, ci accoglie da subito come un mirabile esempio di evoluzione paesaggistica, al passo col progresso.

Stretto in una nicchia naturale simile, per caratteristiche e vantaggi, a quella della Spezia, da cui dista appena una quarantina di chilometri, il paese è al centro di una pittoresca valle, protetto da Punta Mesco e dalla Punta di Levanto ai due lati. Entrambi questi territori sono calati in uno splendido scenario, rivestito del verde degli ulivi e delle vigne.

Levanto conta in totale poco più di cinquemila abitanti, lasciando al turismo florido uno spazio ampio e a lui solo dedicato. Non bisogna tralasciare, tuttavia, l’esistenza dei paesini che, stretti intorno alla sua municipalità, costituiscono una realtà allo stesso modo viva e vibrante: ciascuno ha conservato i colori antichi della propria identità, non solo nel nome ma anche nella struttura. Seguendo il tracciato della strada di mezzacosta che li collega, a partire dal convento dell’Annunziata, il turista può incontrare Lizza, Lavaggiorosso, Groppo e Dosso. Passando sull’altro versante, sulla dorsale centrale si incontrano Montale, antico centro della valle, e, più in basso, Casella. Sulla dorsale laterale ci sono Ridarolo, Legnaro, Chiesanuova, Fontona, Pastine e Vignana.

La Riviera Ligure del Levante, che fa capo alla provincia della Spezia, subito dopo l’arco delle Cinque Terre prende il nome di Riviera Spezzina, ed è composta prevalentemente da quattro borghi prossimi a queste ultime: Levanto, Bonassola, Framura e Deiva Marina.

Dunque, incastonato nella Riviera del Levante, Levanto, che proprio delle rive porta il nome e che delle cinque sorelle è considerato la “porta di ingresso”, ci accoglie da subito come un mirabile esempio di evoluzione paesaggistica, al passo col progresso.

Stretto in una nicchia naturale simile, per caratteristiche e vantaggi, a quella della Spezia, da cui dista appena una quarantina di chilometri, il paese è al centro di una pittoresca valle, protetto da Punta Mesco e dalla Punta di Levanto ai due lati. Entrambi questi territori sono calati in uno splendido scenario, rivestito del verde degli ulivi e delle vigne.

Levanto

Levanto conta in totale poco più di cinquemila abitanti, lasciando al turismo florido uno spazio ampio e a lui solo dedicato. Non bisogna tralasciare, tuttavia, l’esistenza dei paesini che, stretti intorno alla sua municipalità, costituiscono una realtà allo stesso modo viva e vibrante: ciascuno ha conservato i colori antichi della propria identità, non solo nel nome ma anche nella struttura. Seguendo il tracciato della strada di mezzacosta che li collega, a partire dal convento dell’Annunziata, il turista può incontrare Lizza, Lavaggiorosso, Groppo e Dosso. Passando sull’altro versante, sulla dorsale centrale si incontrano Montale, antico centro della valle, e, più in basso, Casella. Sulla dorsale laterale ci sono Ridarolo, Legnaro, Chiesanuova, Fontona, Pastine e Vignana.

Cucina

Nella perfetta tradizione gastronomica della zona, anche Levanto approfitta dei frutti della terra per mettere in tavola il meglio dell’orto, del pescato e perché no, delle sue abili massaie.
Numerosi sono infatti i frantoi oleari, le cooperative e i caseifici che per tutta la vallata mettono a disposizione spacci ad offerte vantaggiose; gli insaccati, le torte dolci e salate e gli stufati, senza dimenticarci della focaccia fragrante alle cipolle di Pignone, sono ricette riservate alle – nonchè gelosamente custodite – più sapienti mani delle donne del posto. Ma vediamo con ordine cosa ci propone lo “slow food” di Levanto.

Cominciamo con un ottimo vino nativo, da gustare in compagnia di formaggi sapidi o cacciagione, o con il tradizionale coniglio alla ligure: il Colli di Levanto, nella sua variante rossa, corposa e persistente.

Per accompagnare il soggiorno con un particolare e ineguagliabile primo piatto, non diciamo mai di no ai “gattafin”, i tipici ravioloni ripieni di erbe selvatiche e bietole, uova, formaggio e un pizzico di maggiorana, insaporiti con il mai dimenticato olio extravergine D.O.P. e il parmigiano del vicino parmense. Ci sono due teorie sulla radice del nome: una vuole che alluda alla raccolta di erbette selvatiche in località La Gatta, l’altra si lega alla parola trecentesca “gattafure”, sorta di torte rinascimentali che si consumavano fritte, poi rivisitate in chiave moderna come ravioli.

Altri primi gustosi sono la Panissa, specie di testo a base di farina di ceci, tagliato sottile e poi fritto, servito spesso come antipasto, la Torta di Riso, salata e a base di riso bollito, uova e formaggio, cotta al forno, i Cannolini in brodo, pasta corta al formaggio da lessare, serviti con abbondante pecorino grattugiato, le crepes al pesto, arricchite ulteriormente dalla besciamella, arrotolate e messe in una pirofila ben calda. Squisito il Preboggion, un minestrone che esalta il sapore della verza primaticcia, la borragine e il radicchio selvatico, assieme ad altre erbe locali.

Approfittiamo della cena per scoprire le meraviglie di un mare pescoso e pulitissimo, diciamoci disposti ad assaggiare tutto quello che riguarda acciughe, orate, dentici e polpi freschissimi e guarniti con patate e cipolle. Entrambi questi prodotti della terra li troverete in abbondanza nella valle di Pignone.

Proprio le acciughe sono fondamentali nella cucina di Levanto, e le troviamo marinate, salate, in bagnun, sulla focaccia, ma anche e soprattutto ripiene, come felice piatto unico, con pomodoro e pan grattato. Piatto invernale ma da ordinare assolutamente è lo stoccafisso, servito in umido con le patate, in periodo primaverile sostituito dalla famosa “cima” alla genovese, una tasca di carne ripiena composto da carne trita, uova, piselli e dall’immancabile maggiorana.
Olive e verdure ripiene, preparate con mollica di pane bagnato, parmigiano, mortadella, un trito di aglio e prezzemolo, colorano le portate. Sempre attuale il coniglio alla ligure, con olive e pinoli. Nei formaggi, spicca il pecorino stagionato di Levanto.

Concludiamo con i dolci: miele di castagno, dal leggero sapore affumicato, adatto ad accompagnarsi con ricotta e frutta fresca e, indicata per i palati più sfiziosi, la marmellata di agrumi fatta in casa, da spalmare sul pane imburrato. A fine pasto vi attendono i Canestrelli, biscotti ottenuti dalla lavorazione di farina, uova, burro e zucchero, e i Baci di Levanto, prodotti in loco da più di cinquant’anni e derivati da un dolce siciliano, con cuore di nocciola e mandorle in un guscio di cioccolato.

Un po' di storia...

Documentazioni datate all’epoca romana testimoniano già al tempo l’esistenza dell’insediamento di Levanto, conosciuto allora, con ogni probabilità, come il piccolo borgo di Ceula. Esso costituiva un nodo strategico di grande importanza, poichè era ubicato nel punto in cui l’antica via ligure che proveniva dall’interno toccava la costa.

Più in generale, partendo dalla profondità storica del paesaggio e ripercorrendo le varie identità che la cittadina ha assunto nei diversi periodi, dall’immagine feudale e agricolo pastorale sulle montagne di Bardellone, a quella comunale mercantile-marittima al tempo della Repubblica di Genova, fino alla odierna configurazione di polo dotato di notevole attrattiva turistica grazie ad un elevato valore ambientale e paesistico, arriviamo a capire come questo borgo sia una vera e propria perla di aneddoti storici lasciata sulla spiaggia della contemporaneità.

Nel corso degli avvenimenti che si sono succeduti, passando prima in mano ai Malaspina, in sede rinascimentale, e poi alla nobiltà dei Da Passano, si concede in autonomia al dominio della Repubblica di Genova.
Da qui in avanti comincia la sua rapida ascesa economica, nonché il suo reale splendore architettonico, testimoniato dai maestosi edifici del Borgo Antico, e dalla costruzione successiva del Borgo Nuovo nella piana del Ghiararo, utile per collegare i transiti dal borgo alla valle; anch’esso conserva lo snodarsi degli edifici storici sulle due vie principali, Garibaldi e Guani.

Nei secoli medievali la vita economica di Levanto si reggerà soprattutto sulle attività mercantili – marmo “rosso di Levanto”, vino ed olio locali – alimentate tanto dalle vie di comunicazione verso la Pianura Padana (la via Francigena) quanto dalle vie marittime che si aprivano sull’intero Mediterraneo; ciò è dimostrato dalla presenza della Loggia e della Darsena.

Dopo il Medioevo, il Borgo Antico raccolto attorno alla Chiesa di Sant’Andrea ed al colle di San Giacomo subirà un notevole ed altrettanto ovvio sviluppo; una seconda fase di espansione è datata al XV secolo, con l’edificazione del Borgo Nuovo o Stagno nella piana del Ghiararo, dovuta principalmente alle rilevanti funzioni economiche e politiche assegnate a Levanto dalla Repubblica di Genova, le quali rendevano insufficiente la sola presenza del borgo medioevale. Si avrà allora la nascita del Borgo Nuovo, sull’allineamento della Via dei Monti collegante il paesino con la valle; tale insediamento mantiene ancora oggi il suo carattere lineare con interessanti palazzi dei secoli XVII e XVIII, che si affacciano ai due lati delle già citate vie Garibaldi e Guani, di recente ristrutturati tramite il “Progetto Raffaello” dell’ Unione Europea.

Durante il XVII, il paese sarà sede del Capitanato di Genova, per poi venire conquistato dall’impero napoleonico. Sotto la dominazione francese, rientrerà nel Dipartimento del Vara come Capoluogo.
Nel 1815, seguendo le vicende del Congresso di Vienna dell’anno precedente, Levanto verrà inglobato nel Regno di Sardegna. Ulteriore espansione urbanistica si avrà tra la fine XIX e il XX secolo, con l’apertura degli attuali Corso Italia e Corso Roma.

Nella prima metà del secolo appena trascorso, Levanto raggiunge l’attuale configurazione scenica e paesaggistica, promuovendo e ricordando con affetto la sua storia con una cura particolare verso le sue architetture religiose, più recenti e non. Basti pensare all’ex convento dell’ Ordine delle Clarisse all’ombra dei portici, oggi riadattato ad ospitare la biblioteca e il municipio, o alla Loggia comunale ben conservata. In Via dei Forni, invece, è possibile visitare la mostra permanente della Cultura Materiale, una importante iniziativa levantese che racconta del suo passato contadino. Quindi in paese potrete dedicarvi non solo alle chiese e ai racconti dei fasti passati, ma anche ad iniziative culturali, in una convivenza pacifica con vecchio e nuovo.

Oggi, l’impronta di Levanto si concentra per lo più sul turismo balneare e sulla cucina tradizionale ligure, entrando di diritto nel circuito delle città “Città Slow”.

Natura

Quello che rende speciale Levanto è un antico connubio tra mare e montagna, tra spiaggia fine e colle pedemontano. Comprensivo del territorio del Parco delle Cinque Terre e di quello della Riviera Spezzina, offre al visitatore attento due spettacoli che, dalla zona marina protetta a quella del parco sepolto nei pini, non finiscono mai di stupire.

Collegato alle Cinque Terre dalle due direttrici stradali, ovvero la statale interna e il percorso a picco sulla costa, non si dimentichi che esistono collegamenti minori tra mare e montagna, riconducibili alla fitta innervatura di sentieri inseriti tra orti, uliveti, vigneti, castagneti e macchia mediterranea. Sono, questi, più di un ottantina di chilometri contando quelli battuti e non, tutti quanti comunicanti con i borghi di confine, facilmente raggiungibili anche in auto.

La quasi totalità dei percorsi da compiere a piedi non presenta difficoltà di percorrenza, è adatta sia agli escursionisti che alle famiglie dedite alle passeggiate, ed è segnalata con una cartellonistica che indica le distanze in minuti dai borghi più vicini. Vi suggeriamo tre alternative: il percorso che va da Levanto a Monterosso, lungo i sentieri numero 1 (dalla passeggiata a mare di Levanto) e 10 del C.A.I., che seguono la costa e attraversano il Parco Nazionale delle Cinque Terre; quello da Fossato a Montale, attraverso i sentieri numero 30 e 30°, costeggiando i borghi medievali di Lizza, Lavaggiorosso, Groppo, Dosso e Casella, imperdibile l’antico mulino ad acqua all’inizio della tratta; l’ultimo percorso va da Madonna della Guardia alle Ghiare, percorrendo i sentieri numero 12, 30 e 30A e attraversa i borghi di Ridarolo, Fontona, Chiesanuova, Legnaro, Lerici, Pastine e Vignana, agevole ma con tratti ripidi prima di Ridarolo.

Più recentemente è stata inaugurata la passeggiata che collega Bonassola e Framura con Levanto, praticabile in entrambi i sensi di percorrenza e valorizzata da numerose aree verdi e da una comoda pista ciclabile.

Nella natura che circonda Levanto è facile imbattersi in falchi e poiane, i primi autoctoni e le seconde giunte in volo dalla Toscana, come nella numerosa varietà di mammiferi tra i quali le volpi e, come spesso abbiamo accennato, ad occasionali visite dei lupi, in transito dall’ Appennino. Un’attenzione particolare va rivolta ai sentieri battuti nella stagione della caccia. Poco visibili, tra le pinete scoscese, spesso non sono nemmeno tracciati a norma, poiché creati dagli stessi cacciatori e, per ovvie esigenze, prossimi alle tane dei cinghiali: perciò scegliete sempre e solo percorsi muniti di apposita segnaletica. Scarpe alte in estate e in primavera lungo i terrazzamenti, scongiurano incontri con vipere e serpenti d’acqua.  Ulteriore attenzione va rivolta al tenere pulito il Parco, che si occupa, tra le altre cose, della manutenzione degli stessi terrazzamenti, da sempre parte del territorio.

Sul litorale, che si estende ad arco per quasi un chilometro, con larghe spiagge in sabbia o ciottoli al centro e suggestive scogliere alle due estremità, si trovano stabilimenti balneari attrezzati con servizi per persone disabili, aree lasciate al libero utilizzo dei bagnanti, e un polo nautico con moderni servizi dedicati al noleggio di imbarcazioni.

Vi sarà possibile fare escursioni lungo la costa, alla ricerca di grotte e calette dove fare il bagno, arrivando alle immersioni guidate.

Luoghi d'interesse

Una cosa curiosa riguardo Levanto, è la possibilità che offre nel visitare a piedi tutte le sue principali attrattive, seguendo un itinerario che completa il paese nel trittico di città, mare e natura. Il centro della cittadina racchiude la parte più antica del paese, che conserva ancora tratti delle mura, con le porte che ne delimitavano i confini sempre più ampi col passare del tempo, il castello, la darsena medievale, la loggia e le vie che conducevano “fuori porta”.

Accanto alle numerose testimonianze di un passato ricco di storia e cultura convive la cittadina moderna, sviluppatasi con i collegamenti ferroviario e viario verso la vicina autostrada, con una dinamica rete commerciale e con i servizi dedicati alla fruizione turistica sostenibile. Subito accanto a queste più moderne strutture, si possono percorrere i carrugi, o la più nota passeggiata della “Pietra”, che portano entrambi dal mare all’alloggiamento di Villa Agnelli e dei giardini – non solo un piacevole punto di sosta, ma un complesso all’avanguardia dotato di spiaggia privata, campi da tennis e piscine.

Villa e area verde presiedono al vero e proprio centro storico del paese; nei pressi, troviamo l’antico edificio difensivo del Castello, oggi privato. Costeggiamo le strette vie adiacenti le mura medievali, fino alla chiesa gotica di Sant’Andrea, che dà il nome alla piazza, arrivando a quella attigua del Popolo. Lì, ci troviamo di fronte alla Loggia, di origine medievale, punto di raccolta principale se si vuole arrivare al borgo antico e all’oratorio di San Giacomo, tornando al mare tagliando attraverso la Darsena. Nell’estrema periferia del paese, l’imponente e soleggiato santuario di Nostra Signora della Guardia ci aspetta, la domenica, per la santa messa che richiama paesani vicini e più lontani.

Consigliamo caldamente di visitare le frazioni di Lavaggiorosso, straordinario esempio di urbanistica rurale ligure, con i carruggi stretti attorno alle case, per altro tutte cresciute in altezza lungo l’arco collinare, e Chiesanuova, paesino a picco sul promontorio del Mesco e madrina dei resti del suggestivo eremo di Sant’Antonio.

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