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Framura

 

Punte argentee di mare entravano nel cielo, quasi in risposta al richiamo degli ulivi. (Francesco Biamonti)

Framura, comune spezzino collocato tra Deiva Marina e Bonassola, oltre che località balneare per eccellenza, apprezzata dai giovani e meno giovani della Riviera di Levante, è un piccolo borgo di mare come non ce ne son più, il cui territorio, con i monti e i terrazzamenti di ulivi, ormai cari a noi lettori, è tra i meglio conservati e più caratteristici del litorale ligure. Alcuni arrivano a definire questo sito idilliaco, assieme a Moneglia, come le “Cinque Terre che mancavano”.

Più in generale, Framura viene indicato nel mezzo dell’ anello levantino, formato dagli estremi di Portofino e delle Cinque Terre; con queste ultime  condivide gran parte dell’ambiente montano e costiero, facendo sì che una forma di continuità leghi borgate e paese assieme, sotto l’egida del Parco Nazionale omonimo.

Framura non è la tipica cittadina con un nucleo abitativo circoscritto, ma viene definita come comune “sparso”, al cui interno troviamo cinque frazioni: Anzo, Ravecca, Setta, Costa, Castagnola.

Troviamo il comune, dunque, come un insieme  di paesini raccolti in una delle tante insenature della costa, tutti in perfetta simbiosi con la natura circostante. Il monte Serro ed il monte San Nicolao fanno da contrafforti, e il  bel Mar Ligure  riscalda i suoi frequentatori per gran parte dell’anno, donando loro un clima mite, salubre e piacevolmente profumato dalla resina dei pini.

Framura confina a nord con il comune di Carrodano, ad ovest con quello di di Deiva Marina, a sud- est con quello di Bonassola e a nord-est con Levanto.  Da La Spezia, dista poco più di mezz’ora.

Come arrivare

VIA AREA

L’aeroporto più vicino è il Cristoforo Colombo di Genova, seguito dal Galileo Galilei di Pisa, rispettivamente a poco meno di un’ora e ad un’ora e un quarto di distanza. I collegamenti da Milano Malpensa, Orio al Serio e Linate, con la vostra ultima destinazione, saranno da intendersi sempre col treno, partendo naturalmente da Milano Centrale e con fermata a Genova o La Spezia per il cambio.

VIA TERRA

Dal Nord così come dal Sud Italia, si arriva a Framura tramite l’autostrada A12 Genova-Rosignano-Livorno, seguendo la direzione di Genova e proseguendo verso l’uscita di Deiva Marina.
Da Deiva, vi mancano una quindicina di chilometri per giungere alla vostra destinazione, a cui vi avvicinerete dopo aver seguito ulteriormente le indicazioni per Framura/Levanto, transitando sulla SP65; dall’abitato di Piazza, tappa intermedia, il percorso interessato segue la SP41, direzione finale Levanto.
La prima località di Framura che incontrerete è Castagnola, seguita,  scendendo verso le spiagge, da Costa, Setta, Ravecca ed Anzo.

L’auto, tuttavia, è sconsigliata per i consueti problemi di parcheggio (assente o assai caro): vi suggeriamo di lasciarla in località Costa, e scendere a mare con l’autobus, o privarsene e spostarsi direttamente in treno.

Il comune di Framura è facilmente raggiungibile dalla tratta regionale sulla linea ferroviaria Genova-La Spezia, ed ha una sua stazione dedicata, servita di frequente.
La zona alta di Framura è collegata alla stazione tramite un servizio di autobus a cura dell’A.T.C. La Spezia. Presenti anche un servizio della A.T.P., che collega il paese  alle località di Deiva Marina, Montaretto, Bonassola e Levanto.
Dalla stazione di Framura, per di più, si raggiungono facilmente i bar e le principali spiagge.

VIA MARE

Framura non è dotata di una struttura attrezzata per la sosta dei natanti da diporto, ma dispone del Porticciolo, un’ansa naturale adibita ad ospitare le barche dei pescatori e i più maneggevoli gozzi, ricavata proprio nella nell’insenatura che plasma il primo paesino.
ll Porticciolo, a sua volta dotato di bar, servizi e docce, è facilmente raggiungibile a piedi, in corriera, in automobile o in treno; si trova al termine della strada carrozzabile che porta al mare, con l’accesso appena prima della galleria.

Come spostarsi

Come vi abbiamo accennato, l’uso dell’automobile è sconsigliato, per lo meno nei periodi di alta stagione.
I modi più sentiti di raggiungere Framura sono o in treno, approfittando delle partenze da Sestri Levante e La Spezia, seduti comodi in carrozza ed armati di macchina fotografica , o a piedi, percorrendo i sentieri di mezza costa che collegano il borgo a Deiva Marina e Bonassola.

Il territorio si evolve in salita, ripido come solo le Cinque Terre, vicinissime, sanno essere, comprendendo le cinque frazioni  a picco tra vigneti e rocce verticali, il cui culmine è il castellaro sul Monte Vigo.

Il comune di Framura regala, infatti, un nome collettivo a queste piccole borgate, le quali si estendono dal mare verso l’entroterra, disponendosi lungo una ripida scalinata, non priva di panchine dove riposarsi, che le collega tutte. Lo scorcio, dai paesi digradante fino al mare e viceversa, vi ripagherà con la sua vista di tutta la fatica.

La prima frazione che si incontra, arrivati nel piazzale della stazione, è Anzo, il cui simbolo è laTorre di Guardia genovese posta a difenderne il vecchio reame. Se intendete mischiarvi alla “folla”  non c’è niente di meglio che recarvi al Porticciolo: dovrete attraversare una galleria, adibita a posteggio,  e scendere nella zona prossima  alle calette, dove si può fare il bagno.

Avrete gli agglomerati di case storiche, permeate del fascino di epoche passate, affacciate subito alle vostre spalle, e l’azzurro di un mare pulitissimo davanti a voi. Oppure, se lido e ombrellone non vi attirano,  potrete sfruttare l’ascensore panoramico per raggiungere la celebre  Ciclabile Levanto – Bonassola – Framura; dalla linea a binario unico che era, facente parte del tragitto Sestri Levante – Monterosso, inaugurato nel 1860 e chiuso al traffico nei primi anni ’70, dal 2011 le municipalità ne hanno ricavato una pista che svetta sul mare; percorrendola, vi immergerete in uno spicchio di costa incontaminata, pedalando per più di cinque chilometri in cui, a tratti all’aperto, si alternano cinque tratti in galleria, più o meno lunghi.

Subito dopo Anzo, le frazioni più a monte sono rispettivamente Ravecca, Setta, la sede del Comune, Costa, con la sua torre carolingia, e Castagnola.

Sulle cime e i promontori circostanti Framura, si dipana una fitta rete di sentieri, praticabili con più accortezza della pista ciclabile, ma tutti  ben segnalati e mantenuti puliti grazie alla sensibilità dell’amministrazione comunale. L’orgoglio del comune, tuttavia, dalla primavera del 2016, è la Via Del Mare, una panoramica passeggiata“sospesa” sulla scogliera, per mezzo della quale raggiungerete le spiagge di Torsei e La Vallà, di cui vi parleremo nel paragrafo dedicato.

E’ disponibile, a partire dal primo pernottamento presso una struttura affiliata, la Framura Card,  riservata agli ospiti delle strutture ricettive associate a Framura Turismo. Con essa potrete approfittare di sconti e offerte davvero vantaggiose.

Un po' di storia...

Le presenza dei Liguri, primi abitatori del territorio, testimoniata da numerosi reperti archeologici che ce li raccontano, suggerisce che il luogo vanti natali molto antichi.
A loro subentreranno i Romani, nel II° secolo a.C., cominciando a rendere florido l’intero arco costiero e adoperandosi per la più  importante via di comunicazione che arricchirà i commerci della Liguria: la Via Aurelia.
Dell’epoca bizantina che si affermerà, successivamente, in tutta la regione, Framura conserva ancora oggi le varie torri d‘avvistamento circolari, atte a difenderla dalle passate  incursioni saracene.
Il principale nucleo dell’abitato nell’epoca altomedievale, a Framura, si formerà intorno all’antica chiesa di San Martino che, con San Siro di Ceula (Montale di Levanto) e Santa Maria di Pignone, saranno le prime pievi del periodo.
In epoca longobarda, l’ultima prima del vero e proprio Medioevo e delle relative famiglie al comando, diverrà  possedimento dell’abbazia di San Colombano di Bobbio.
Eccoci ai Da Passano, originari dell’omonima località di Deiva Marina. Le vicende di questa famiglia e della supremazia ad essa legata, restano ancora oggi intatte attraverso testimonianze di notevole interesse, in particolare nella frazione di Castagnola, conservando, per l’appunto, l’atmosfera di intrighi e tradimenti nel relativo castello, di cui ci restano le rovine, e nell’oratorio dedicato a San Giovanni Battista.

Nel 1170 i conti di Lavagna, i Fieschi, succederanno ai Da Passano. Dopo alterne vicende, i possedimenti saranno amministrati, infine, dai Malaspina. Ed è proprio grazie alla forza congiunta con la Repubblica Genovese, vuole la leggenda, che i primi signori, i Da Passano, mai dimentichino di aver perso i possedimenti e perciò sempre in guerra, verranno indotti alla fuga dal ramo dello “spino”. Troveranno rifugio alle pendici del Bracco, dando vita all’evocativa località di Arpascià.

Nel secolo XII, perciò, anche a Framura  l’espansione genovese – come nel resto nella Riviera di Levante – si fa sentire,  sviluppandosi secondo una serie di interventi discontinui, soprattutto nell’ambito dell’amministrazione territoriale. Ma anche a  Framura, ben presto, si formerà l’omonima podesteria, assoggettando le attuali frazioni “deivesi” di Passano e Piazza, e quindi l’unica podesteria di Moneglia.

Sotto dominazione francese,  Napoleone Bonaparte fa rientrare il paese nel Dipartimento del Vara, con capoluogo Levanto, all’interno della Repubblica Ligure. Annesso al Primo Impero francese, dal 13 giugno 1805 al 1814 il comune verrà inserito nel Dipartimento degli Appennini.

Nel 1815, Framura sarà inglobato nel Regno di Sardegna, secondo le decisioni del Congresso di Vienna del 1814.
Dal 1859 al 1927 lo vedremo compreso nel VI mandamento di Levanto del Circondario di Levante, facente parte della provincia di Genova prima e, con l’istituzione nel 1923, della provincia della Spezia poi.

Seguendo le sorti delle vicine Levanto e Deiva, nel novecento Framura comincerà a sostentarsi autonomamente, grazie all’arrivo del turismo elitario da tutta Europa. Anzo in particolare è stato, nel tempo, luogo di villeggiatura prediletto , come testimoniato dalle imponenti ville di fine ‘800, una delle quali conserva ancora il suo belvedere. Immancabile il dilagare dello stile liberty, tradotto nell’armonia di pensiero e degli edifici a venire, e del benessere successivo al dopoguerra.  Benessere  che, soprattutto nelle aree a valle, ha contribuito a dare a Framura l’attuale assetto urbanistico, ma senza perdere la sua antica identità, a ridosso di uno scenario colmo di meraviglie.

Natura

Trasformatasi gradualmente in un paesaggio unico, in cui il mare incontra le colline, chiamata in modo inequivocabile la “Perla del Levante”,  Framura abbraccia i suoi panorami cingendosi a sua volta di leccete, uliveti e pinete. Proprio per questo, siffatto gioiello è stato inserito in “Natura 2000″, una rete ecologica di zone protette, voluta dall’Unione Europea per garantire la biodiversità del territorio, attraverso la conservazione di ecosistemi di interesse comunitario.

Il parallelismo con le Cinque Terre, ancora una volta, ritorna: la bellezza di Framura è data da un sapiente alchimia tra elemento rurale e ambiente naturale, conservati, ambedue, grazie all’aspra conformazione del territorio, che mantiene l’area in un felice isolamento, lontano da un’ urbanizzazione indiscriminata.  Di pari passo, l’uomo si è sempre impegnato a rispettare questa madre ingenerosa, coltivandone la terra ad impatto zero e in perfetta sincronia con i suoi ritmi.

Camminare lungo i sentieri di Framura,  partendo da Castagnola, la frazione ubicata più in alto, nell’entroterra, equivale a bearsi di un litorale che è rimasto uguale a sé stesso nei secoli,  immersi nella macchia mediterranea e nei boschi di Pino d’Aleppo e di castagno, ascoltando il canto delle cince,  i guaiti delle volpi, tra i profumi delle ginestre, del timo e degli asparagi selvatici, e tra i colori del corbezzolo e dell’edera verde smeraldo, dove il sole non tocca l’intricato sottobosco.

Se si percorre il sentiero che devia per Casa Vigo, la vegetazione si trasforma in un anfiteatro di quercia da sughero; muovendosi sui versanti settentrionali del Monte Serro, ci si imbatterà in rocce percorse da numerosi, piccoli corsi d’acqua a carattere stagionale, drappeggiati dagli ontani. Nelle stesse colline che baciano il mare, ci si dedica a spremere le olive nelle macine di frantoi vecchi quanto i nostri bisnonni, si coltivano, nei bei orti cintati, cipolle, pomodori, limoni ed arance.

A tal proposito, è bene ricordare che Framura fa parte del Parco Nazionale delle Cinque terre e che il Monte Serro, a 421 m. s.l.m., situato tra Framura e Deiva Marina, appartiene alla relativa Area Protetta.

Ma Framura è anche casa di pescatori, e se si parla di fauna, non possiamo non menzionare la magnifica diversità di specie ittiche che popolano il suo mare. Grazie al carattere roccioso e ricco di insenature del fondale, ricci e mitili abbondano , e non è raro incontrare tonni, ricciole e persino barracuda, generalmente innocui ma bellissimi da vedere, risaliti dalla Sardegna per merito delle correnti del Tirreno. 

Ancor meno rara è la presenza dei delfini, soprattutto nello specchio d’acqua spezzino, andando verso Tellaro e Portovenere, meta di pellegrinaggio degli amanti del whale-watching che ogni anno visitano la porzione di mare inclusa nel Santuario dei Cetacei.

Luoghi d'interesse

Anzo, base di partenza nel nostro tour immaginario, ospita la cappella neogotica di Nostra Signora della Neve. Originiaria del XV secolo e in seguito ampliata nei locali per divenire vera e propria chiesa, rispecchia lo stile gotico delle antiche pievi liguri, con il bel rosone centrale e la facciata dipinta a bande. All’interno si possono ammirare il Cristo alla Colonna, della scuola del Cambiaso, Cristo e a Veronica (XVIII secolo) e una Madonna con Bambino, San Giovanni e San Sebastiano, datata al XVII secolo.

La seconda frazione che ci troviamo davanti, salendo verso il monte, Ravecca, comincia a mostrare una chiara impostazione medievale, ben diversa dal lido sulla spiaggia. La storia dell’abitato è saldamente legata a quella dei monaci benedettini, che qui possedevano diversi terreni accanto al relativo  convento, a ricordo del quale oggi troviamo la piccola cappella privata Farini, dedicata dai Santi Bernardo e Pasquale, decorata con delle incompiute protome in malta.

Giunti a Setta, sede del Municipio, visitate la Cappella di San Rocco, dalla facciata decorata con elementi architettonici in stile neoclassico  e dipinti a tempera, risalenti alla seconda metà del XVIII secolo: la vera bellezza, però, è al suo interno, ospitante una Madonna con Bambino tra i Santi Rocco e Nicola e un bassorilievo in marmo raffigurante la Resurrezione, datato XVI secolo.

La frazione di Costa è la più rilevante, storicamente parlando. Al centro del paese ci si imbatte nella robusta torre di guardia di epoca carolingia, datata al IX secolo, uno degli esempi di architettura difensiva più caratteristici, costruita per contrastare gli invasori saraceni. La completano  volte a crociera supportate da archi laterali nel piano inferiore. La pianta è quadrata, divisa in due piani digradanti verso il basso, con un fregio che corre attorno alla cornice trai due piani.
Bella e antica la Pieve di San Martino, costruita dietro alla torre, a pianta basilicale e arricchita da tre navate divise da pilastri ottagonali; il presbiterio è di forma ellittica. Questa chiesa ha sicuramente un’origine monastica, probabilmente dipendente da San Colombano e da Bobbio e, poi, nel XII secolo, soggetta alla Diocesi di Genova. Al suo interno custodisce altri interessanti dipinti: il più importante è la  “Madonna del Rosario con i Santi Domenico e Carlo Borromeo”, uno dei capolavori di Bernardo Strozzi.

Arrivati in cima ci accoglie Castagnola, paesino silenzioso e circondati da vigneti. Suo edificio di culto è la chiesa  parrocchiale di San Lorenzo, in cui è custodito il dipinto “La Deposizione”, sempre di Luca Cambiaso, famoso pittore del XVI secolo nato a Moneglia, reso celebre per i suoi dipinti all’Escorial di Madrid, residenza e pantheon dei re di Spagna.

Lasciandoci da parte l’entroterra e le sue chiese, passiamo al mare e all’ incantevole costa di Framura, fiancheggiando giardini e muraglioni, o tirando il fiato nelle piazzette dei punti panoramici, fino a intravedere la stazione che guarda al blu cobalto della marina  e alle spiagge che inframmezzano la costa, selvaggia e irta di scogli. Se ghiaia e baie riparate sono adatte alle famiglie, per i più intraprendenti le rientranze, fatte di solida roccia, sono un toccasana per godere delle acque limpide e calme e del sole fecondo, abbrustolendo sugli scogli.
Torsei è la spiaggia che si trova davanti alla stazione, e si raggiunge dal binario, tramite il sottopassaggio. Piccola e discreta, composta da ghiaia,   i due scogli Furmigua e Agua, che affiorano dal mare, proprio di fronte, la rendono unica nel suo genere. Da qui comincia la nuovissima passeggiata mare che la collega con la spiaggia Vallà, più grande e sempre a sfondo sassoso, protetta da un frangiflutti.
A est della stazione si trova il Porticciolo di Framura, da cui si può scorgere la bellissima e ombreggiata spiaggia di Porto Pidocchio, insenatura scura, in pietra lavica, raggiungibile a piedi tramite un sentiero. Curiosità: la spiaggia è attrezzata per il climbing. 
 A Framura vi accorgerete di un’acqua davvero cristallina, l’ideale per gli amanti dello snorkeling, che potranno fare incontri fortunati con cefali, mormore ed occhiate. Saranno accontentati anche gli estimatori delle immersioni subacquee, praticabili con la giusta attrezzatura rivolgendovi al Centro Diving “Framura”, aperto tutto l’anno nei week-end e in estate quasi tutti i giorni.
Approfittate di un giro in barca assieme ai pescatori, scoprendo l’antica arte della riparazione delle reti, o di qualche immersione esplorativa, alla ricerca di relitti sul fondale.

Ricettività, turismo ed eventi

L’Associazione Framura Turismo, in collaborazione con il Comune, è l’organo preposto allo sviluppo di un turismo consapevole, attento alla conservazione ed alla valorizzazione del territorio, proponendosi come punto di riferimento per tutte le informazioni utili a trascorrere al meglio la vacanza.
Soggiornando a Framura, l’offerta si completa di salubri passeggiate nei boschi, alla ricerca dei profumi intensi ed inconfondibili della natura, del trekking su e giù per i sentieri e i circuiti, in tutto nove e uno più suggestivo dell’altro, della scoperta di terrazzamenti e mulattiere ancora oggi in uso, facendo il pieno di panorami mozzafiato sui diversi dislivelli della costa.
I cinque borghi sono perfetti anche per chi ama fare sport. Non solo sono disponibili campi da tennis e calcetto, ma è presente un centro equestre, una parete naturale attrezzata per il climbing e la possibilità di noleggiare bici, tandem e mountain bike.

Sagre ed eventi completano l’esperienza a Framura.
A fine giugno vi attende il festival provinciale I luoghi della Musica, che raccoglie diverse iniziative a tema  nelle piazze, nei vicoli e nei palazzi delle località di Setta, Costa e sul lungomare.
Da metà luglio a metà agosto full immersion di divertimento  al Festival Paganiniano di Carro, dedicato al virtuosismo musicale e con un occhio di riguardo alla scelta di gruppi e solisti internazionali che si ispirano a Niccolò Paganini, e alla Festa Madonna della Neve, con mercatini, buffet, musica.
A Framura, uno degli eventi ormai tradizionali, previsto nel mese di agosto, è la Festa del Turista: un percorso enogastronomico che comincia da Costa e coinvolge Setta, Ravecca, Anzo e Casella, arricchendo le creuze e gli stretti carruggi di stand gastronomici, con un menù sontuoso, completo di aperitivo e dolce, per arrivare alla consueta serata danzante nel borgo di Setta!

Il 10 agosto si celebra la Festa di San Lorenzo, con processione e concerto a Castagnola, dalle 21.30.
Il 14 e il 16 agosto subentra la Festa di San Rocco, in località Setta, sagra paesana con musica, ballo liscio, cibo e vino.

Cucina

La cucina di Framura è quella Mediterranea per eccellenza: si compone di ingredienti poveri, ma che mantengono integra la propria genuinità, come frutta, verdura e ortaggi di stagione, l’olio buono sempre in tavola, erbe e piante colte a mano nei campi, dal profumo inebriante. Fra tutte, domina sicuramente il basilico, che in Liguria è l’ingrediente principale per il pesto, la salsa ormai rinomata in tutto il mondo.
I piatti più emblematici di Framura sono quelli di pesce, e prediligono l’uso delle specie di fondale e delle acciughe, i primi serviti nelle zuppe o alla ligure, con olive e pinoli, le seconde fritte, marinate o in tortino.
La cucina dell’entroterra non si contraddistingue per un uso smodato di carne d’allevamento, si predilige la selvaggina, il pollame e il coniglio, insaporiti dai funghi, che vengono abbinati tanto alla carne quanto al pesce.
Framura si dedica con passione al bio: negli agriturismi e nelle cantine, la produzione di vini  I.G.T., principalmente bianchi a base di Vermentino e rossi composti da diversi uvaggi, insieme a quella dell’ olio di oliva, di miele e marmellate, è all’ordine del giorno e  carne e pane sono anch’essi di produzione propria.
Approfittando delle erbe aromatiche, dei legumi dell’orto, vanno ricordati il “prebuggiun”, ricchissimo minestrone a cottura lenta, e i ravioli fatti a mano, ripieni di borragine e ricotta.
La cucina, qui, non lesina nemmeno sulla focaccia, bassa e croccante, o sulla famosa farinata a base di ceci, preparate entrambe ogni mattina e da gustare rigorosamente calde, o anche come aperitivo.

Andando con ordine, i primi che si fanno guardare sono i Tagiain, conditi con il pesto, la pasta con le acciughe, quella alla contadina, con una padellata di verdure semplici semplici, fagoli, patate e parmigiano, e la caratteristica Capponada fatta con pane secco, bagnato in acqua e aceto, a cui si aggiungono acciughe salate, cipolle, pomodori, basilico, capperi e un po’ di peperoncino rosso.  Apprezzata nelle taverne  durante i mesi autunnali è la mesciua, zuppa di ceci, fagioli cannellini, lenticchie e grano farro. La mesciua, dal canto suo, vanta un storia particolare: si dice che veniva preparata dalle donne spezzine intente a raccogliere le granaglie, perse dai sacchi scaricati sulle banchine, per guadagnare un piatto caldo in tempo di miseria.
Secondi degni di nota sono la “cima” alla genovese – tasca di carne, solitamente vitello, riempita con un gustoso ripieno, da servire tiepida dopo la cottura in forno -, il coniglio in umido o fritto,  il pollo alla cacciatora, la faraona ripiena,  la trippa in umido, il rognone trifolato; accompagnano il tutto i fiori di zucca ripieni e le torte d’erbi o torte di verdura, come contorno o semplice companatico.
Arriviamo di volata al pesce, ed esploriamo questo signore della tavola da vicino: acciughe, baccalà e muscoli rappresentano il trittico ideale, a Framura, e non mancano mai di essere cucinati senza vino od olio locale. Lo stoccafisso viene preparato in umido, con la polenta, le seppie, invece, vengono proposte in stufati e col guazzetto, oppure ancora coi carciofi, nella padella. Il baccalà viene cucinato ”a manéa spezina”, con pomodoro fresco e un leggero soffritto.  Un cenno particolare per le frittelle di bianchetti, composte da una pastella leggera e dal delicato sapore di mare.

I vini da pasto che accompagnano i piatti tipici di Framura sono quasi esclusivamente bianchi, dolce e ricercato, al contrario,  è lo Sciacchetrà, vino liquoroso ottenuto dalla fermentazione di uve vermentino, bosco e albarola. Altri vini squisiti, cari agli estimatori della Riviera, sono il bianco secco D.O.C delle Cinque Terre, il Levanto prodotto nella vicina vallata, e la Vernaccia di Corniglia.

I dolci tradizionali sono pochi, e anche loro sfruttano gli ingredienti a chilometro zero. Su tutti ricordiamo il castagnaccio, fatto con farina di castagne e ricoperto di pinoli e uvetta; il bucellato,  a base di farina, uova, zucchero, latte, burro, e con essenza di limone e fior d’arancio; la famosa Spongata sarzanese, ricchissima di canditi, marmellata e frutta secca. 

Dintorni

Da Framura, grazie al collegamento capillare via treno e autobus di linea, è possibile raggiungere Deiva Marina, Moneglia, Sestri Levante in una direzione, guardando a Genova, oppure Bonassola, Levanto e Carrodano nell’altra, optando per proseguire in territori boschivi a pochissima distanza dal capoluogo di La Spezia.

Le Cinque Terre, a portata di mano, rappresentano il coronamento di un territorio vanto del Patrimonio dell’Unesco, apice della caratterizzazione che qui parla già per sé: montagne altissime che sfiorano il cielo si gettano in flutti profondi, pronte ad accogliere il viaggiatore assetato di avventure.
La Val di Vara e la Val di Magra completeranno la vostra vacanza a tutto tondo nella Riviera di Levante, seguite, se vorrete, dai borghi della Lunigiana e dalle affollate spiagge della Versilia. Il calore della gente del posto, la convivialità di staff abituati a ricevere ospiti da tutto il mondo e la cultura che, malgrado le piccole dimensioni, risiede in questi cinque borghi collettivi, saranno un ricordo indispensabile da collezionare.

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