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Ameglia

 

Nella biografia di Dante, Boccaccio narra il suggestivo episodio di come il poeta, in partenza per la Francia, avesse affidato ad un monaco di nome Ilario del monastero di Santa Croce del Corvo il manoscritto della cantica dell’Inferno affinché lo recapitasse a Uguccione della Faggiola.

Ameglia è un comune della provincia di La Spezia, situato in Val di Magra, quasi al confine con la Toscana. Entrato di diritto nelle bellezze del Levante Ligure grazie ai paesaggi sia collinari che pianeggianti, sviluppatisi assieme ad ampie zone fluviali e tranquille aree costiere, il borgo è cresciuto attorno al suo castello e ad una torre circolare, cinto da una natura rigogliosa e aggrappato in cima a un colle, con il promontorio di Caprione a proteggergli le spalle.

Guardando in basso, alla valle, Ameglia si affaccia sull’ultimo tratto della sponda destra del fiume Magra, e conseguentemente sull’approdo di Bocca di Magra, famoso tra i diportisti.

Dove i monti incontrano il mare, in un’area di pochi chilometri quadrati ci si imbatte in spiagge sabbiose ad est e in falesie a strapiombo sul mare ad ovest, casa di quel luogo di pace chiamato Punta Bianca. Il comune è costituito da quattro frazioni, per l’appunto Bocca di Magra, Cafaggio, Fiumaretta e Montemarcello.

Montemarcello, in particolare, è patria d’elezione per gli amanti delle atmosfere medievali, stupisce e vi spingerà a tornare a visitarla, nel tempo, paesino fortificato di antica origine romana rimasto come fermo immagine di un XV secolo ancora inviolato. Bocca di Magra, invece, è la zona più fruibile, si trova sul fiume ed ai piedi di Ameglia, ed è famosa per essere divenuta, alla fine degli anni cinquanta, ritrovo estivo di intellettuali e scrittori, quali Marguerite Duras, Albe Steiner ed Italo Calvino.

Subito di fronte c’è Fiumaretta, graziosa località balneare entro la quale scopriamo le spiagge, destinazione ultima degli amanti del windsurf.

Cafaggio, in posizione intermedia, conserva tracce di un’antica necropoli risalente all’età del ferro e, infine, fatto il giro si torna a Montemarcello, nel cuore del Caprione. Ameglia confina a nord e ad est con il comune di Sarzana, a sud con il mar Ligure e ad ovest con Lerici.

L’intero territorio comunale è compreso nel Parco naturale regionale di Montemarcello-Magra.

Il centro storico di Ameglia si può girare a piedi per intero, e ci troviamo la Pieve dei Santi Vincenzo e Pasquale ed il settecentesco Oratorio di N.S. Assunta. Visita obbligata al castello, importante possedimento vescovile ottimamente conservato, fino a pochi anni fa sede del municipio cittadino.

Fuori dal paese, Bocca di Magra e Fiumaretta, direttamente sulla riva del fiume, contendono il primato a borghi come le Cinque Terre in quanto a offerta turistica; la prima, inoltre, è dotata di diverse darsene per la nautica da diporto e servizi di charter nautico.

Montemarcello è raggiungibile da Ameglia anche in bicicletta, collocato in zona più collinare. Se Ameglia non lesina sull’effetto scenico, a Montemarcello l’eco delle gesta medievali da emulare è ancora più marcato: non a caso, ha ottenuto nel 2007 l’ambito riconoscimento di essere uno dei borghi più belli d’Italia. Luogo di ritrovo ideale nella frazione, che richiama quasi un castrum romano, è Piazza XIII Dicembre, animata da concerti e attività ricreative nella stagione estiva.

Un po' di storia...

Ameglia mostra con orgoglio le sue origini di antico borgo medievale, tipico della Val di Magra. La sua storia, tuttavia, è antichissima, e si fa risalire al IV secolo a.C.; a testimonianza del fatto una necropoli e gli oggetti ritrovati stanno ad indicare che il centro rappresentava un’importante via di traffici, da e per il mare come verso i valichi delle Apuane.

Fu centro strategico e porto anche in epoca romana, di cui rimangono tracce nei resti di una villa marittima presso la frazione di Bocca di Magra. Il toponimo sembra derivare dalla vecchia diramazione della via Aemilia.

Come si diceva, nel medioevo Ameglia raggiunse la fama, menzionata come possesso vescovile di Luni che la scelse come residenza episcopale, fortificandone e rinforzandone le mura. Nel 1141, l’allora feudo fu acquistato in parte da Genova, che lo mantenne fino a quando fu ceduto ai Fieschi di Lavagna. Occupato per un breve periodo da Oberto Doria e Oberto Spinola, i possedimenti sul borgo di Ameglia ritornarono, dal 1284, nelle mani dei vescovi lunensi. Per tutto il XIII secolo furono ampliate le mura difensive, il porto e la torre del castello.

Nel 1321 fu la volta dal condottiero lucchese Castruccio Castracani, che consegnò il territorio alla signoria di Lucca. In seguito, Ameglia si vide contesa da diverse famiglie locali, tra cui ricordiamo i Doria, i Visconti e i Fregoso. Raggiunse una stabilità amministrativa quando, nella seconda metà del XVI secolo, Genova sottopose il feudo di Ameglia nel capitanato di Lerici.

Sotto Napoleone Bonaparte verrà inserita del Dipartimento del Golfo di Venere, con capoluogo La Spezia, all’interno della Repubblica Ligure. Dal 28 aprile 1798, la municipalità rientrerà nel III cantone, come capoluogo, della Giurisdizione di Lunigiana e dal 1803 centro principale del II cantone del Carpione nella Giurisdizione del Golfo di Venere.

Dopo i fatti del Congresso di Vienna, dal 1859 al 1927 il territorio verrà fatto comprendere nel II mandamento di Lerici del circondario di Levante facente parte della provincia di Genova prima e, con l’istituzione nel 1923, della provincia della Spezia poi. Il 1939 vedrà distaccarsi il borgo di Tellaro, che andrà a Lerici, mentre gli ultimi aggiustamenti al territorio comunale risalgono al 1960, quando una zona territoriale di Lerici verrà aggregata al comune di Ameglia.

Oggi, Ameglia ha una grande importanza come centro balneare e turistico, oltre a possedere un servizio di eccellenza per i servizi di rimessaggio e noleggio di imbarcazioni.
L’offerta è ampia e non si ferma solo alla parte nautica, ma si completa, con la vicina Fiumaretta e le spiagge circostanti, di una proposta turistica balneare all’avanguardia, a brevissima distanza dai più grandi nuclei di interesse di Luni e del Golfo dei Poeti.

Ameglia ha, infine, dato i natali a personaggi illustri come Agostino Paci, versatile chirurgo di grande ingegno, ed Ennio Silvestri, esperto di storia e archeologia, uno tra i più importanti studiosi della storia della Lunigiana.

Natura

Tutto il territorio del comune di Ameglia è parte integrante del Parco Naturale Regionale di Montemarcello – Magra, nato nel 1995 dall’unione del Parco Fluviale della Magra, operante dal 1982, con l’Area Protetta di Montemarcello, istituita nel 1985, ed è caratterizzato da una notevole varietà di ambienti.

I principali, e sono tre, vengono definiti dall’area fluviale, originatasi dai depositi alluvionali e piena di anse acquitrinose, laghetti e stagni scintillanti, popolatissime di uccelli di ogni tipo accorsi per la nidificazione, da quella collinare del Monte Caprione, con pareti ripide alternate a spiagge di ghiaia – concentrate nel versante orientale – e infine dall’area costiera, che prosegue oltre il confine con la Toscana fino alla Versilia. Nessuna delle tre zone, per tanto, si può considerare lontana dal fiume Magra.

Inutile dire che anche la flora, nel territorio amegliese, si sviluppa in un tripudio di varietà. Salici pendenti e canne di palude cedono il passo a pinete e boschi di leccio, bassi arbusti ed erbe aromatiche. Dove i terrazzamenti, occupati da olivi maestosi, non rubano il primato alla colorata macchia mediterranea, troviamo anche alcune specie protette in Liguria, come il cisto bianco, il narciso tazetta e tantissime orchidee selvatiche.

La valle del fiume Magra richiama l’avifauna da mezza Europa. I periodi migliori per le osservazioni sono la primavera e l’autunno, ma in ogni stagione è possibile godere di pomeriggi che, spesso, si credono dimenticati, ascoltando il canto delle folaghe o inseguendo con lo sguardo il volo rasente di un martin pescatore.
Indice di buona salute della natura circostante è la presenza di numerosi rapaci notturni, tra cui l’assiolo ed il barbagianni.

Nel bosco di San Genesio, in località Arcola, si trova l’oasi della LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli), un punto di riferimento per approfondire tematiche ambientali e prendere dimestichezza con l’avifauna locale.

Sulla vetta di Monte Murlo, a più di 300 m.s.l.m., l’Orto Botanico di Montemarcello, inserito nella “Rete degli orti botanici, giardini botanici e vivai delle aree protette della Regione Liguria”, delizia con le sue vedute sulle Alpi Apuane e sulla foce della Magra. Notevole è il pregio floristico.
L’Orto Botanico è volto alla promozione e valorizzazione delle coperture vegetali presenti nel Caprione, costruendo un percorso guidato davvero unico diviso in diverse sezioni.

Il litorale, dalla parte di Fiumaretta, presenta l’inusuale caratteristica per l’estremo Levante di costituirsi delle spiagge sabbiose proprie della Versilia. L’assenza di forti correnti marine e la presenza ventosa sono l’ideale per chi vuole cimentarsi nella vela e nel kite surf.

Ben più ripido e ostile è il panorama di Punta Corvo, circondato da macchie di pini, ginepri ed euforbie. La sua spiaggia, una distesa di ciotoli scuri, è totalmente libera, lunga appena un centinaio di metri. Per raggiungerla si possono percorre circa 700 scalini che la collegano con la collina dove svetta Montemarcello.

Da Bocca di Magra, la prima spiaggetta che si incontra è quella di Punta Bianca, sull’estremità meridionale del Caprione, così chiamata per via dello spesso strato di calcare bianco che la caratterizza. Punta Bianca, completa di pietrisco levigato e grossi scogli, è raggiungibile percorrendo un sentiero per circa trenta minuti, da una deviazione lungo la strada che sale, ancora, a Montemarcello, scendendo quindi verso il mare tra la macchia mediterranea e i bunker della seconda guerra mondiale per arrivare al bagnasciuga.

Luoghi d'interesse

Da visitare ad Ameglia, nel centro del paese, vi aspetta la Pieve dei Santi Vincenzo e Anastasio. La chiesa, che come abbiamo già visto è situata proprio nel centro storico, venne edificata nel XV secolo sulle fondamenta di una preesistente più antica. Pur trattandosi di una costruzione moderna, la facciata è costituita in basolato e pietre grigie, con un magnifico rosone e un bassorilievo marmoreo sul portale. L’interno, diviso a tre navate e con un vasto presbiterio, ospita alcune opere pittoriche tra le quali un dipinto della pittrice Francesca Martelli Prandini, del 1677, ritraente la Madonna col Bambino e i santi Lorenzo, Giovannino e Apollonia. Di particolare pregio artistico sono un trittico del 1527 di Domenico Gar raffigurante i santi Vincenzo, Rocco e Sebastiano e, nella lunetta, l’Annunciazione.

Nella zona di Cafaggio segnaliamo l’antica necropoli, un’area cimiteriale appartenente ai Liguri Apuani, che commerciavano con Etruschi e Celti ed ebbero un ruolo importante nelle vicissitudini legate alla città di Luni, nonché uno tra i siti archeologici più significativi della Liguria.
La necropoli di Cafaggio conta 54 tombe costituite da cassette litiche, realizzate con lastre di pietra scistosa, provenienti dal vicino promontorio del Corvo. All’interno, troviamo le urne con i resti incinerati dei defunti e il corredo funerario fatto di ciotole, armi, e oggetti differenti che raccontano dello status sociale dei morti.
Risalente al IV secolo a.C., poco lontano dal luogo in cui, nel 177 a.C,. venne fondata la colonia romana di cui sopra, la necropoli è stata esplorata e portata alla luce a partire dal 1976.

Nella frazione di Bocca di Magra, in direzione della panoramica per Montemarcello, merita una visita anche il monastero di Santa Croce del Corvo, dedicato ai Padri Carmelitani Scalzi, nella via omonima. Reso celebre nelle memorie di Dante e di Boccaccio, la struttura è oggi sede del Centro lunigianese di studi danteschi e viene utilizzato come luogo di riposo spirituale, oltre che di accoglienza nelle casette all’interno nel parco. La cappella del monastero ospita un famoso crocefisso romanico, chiamato anche “Cristo Nero”, di notevoli dimensioni, con abito e fisionomia orientali e’ tra piu’ importanti in Italia e in Europa per il suo genere, la cui vicenda è strettamente legata alla Reliquia del Preziosissimo Sangue che si conserva nella concattedrale di Sarzana. Un primitivo monastero atto a conservare il prezioso crocifisso venne in realtà fondato, nell’anno mille, sul promontorio di Santa Croce dal vescovo Pipino della diocesi di Luni. Nel XIV secolo il complesso viene abbandonato e sarà solo nel XVII secolo che una curata opera di restauro della chiesa, con la copertura dell’abside, riporterà l’edificio ad una sua apertura. L’intera area sarà arricchita di ulteriore piccolo castello in stile neogotico, con una seconda cappella e di un ampio parco monumentale.

Lasciandoci alle spalle le zone per il camping e la passeggiata romantica di Bocca di Magra, saliamo di quota e approdiamo al paese sospeso che è Montemarcello. Legato da un tortuoso cordone ombelicale alla spiagga di Punta Corvo, panorama unico dove la scogliera racchiude l’ormai nota spiaggia del colore dei corvi, questo borgo è uno tra i più caratteristici, forse, di tutta la Liguria.
La struttura di case e vie resta intatta come la vedevano i Romani, attraversandoli in quanto “castrum”, con le stradine che tagliano ad angolo retto ricordando un accampamento militare. Piazza XIII Dicembre regala un fascino rilassante, interamente coperta da un antico lastricato e con le case private bene in vista, in sasso ed alternate a facciate più che variopinte, adornate da fiori e vasellame in coccio. Qui il traffico non sanno cosa sia, e persino la chiesa e il municipio non invadono lo spazio centrale, dedicato, in estate, a giovani e vecchi pescatori ritiratisi sulle colline.
I carrugi, stretti e spesso in salita, illuminati da lanterne, permettono di sbirciare la costa: uno di questi si affaccia sul tratto di mare antistante le isole del Tino e della Palmaria, velate d’azzurro nel Golfo Della Spezia.
Montemarcello è piena di passaggi coperti, angusti o a volta, sopra i quali sono stati ricavati dei locali abitativi, aperture fra le case oppure minuscoli terrazzi. La torre circolare che vediamo tuttora, voluta dal vescovo di Luni Enrico da Fucecchio, nel 1286, è posta all’entrata nord del paese.

Importante possedimento dei vescovi di Luni, restando in tema di castelli e torrioni, il castello di Ameglia si presenta arroccato come il borgo, su un basamento di rocce rialzato, conservandosi in ottimo stato. Le mura oggi visibili, su cui si aprono numerose finestre, non sono che una delle cinte più interne tra le tre cerchie che racchiudevano l’abitato.
La torre accanto al castello, anch’essa visitabile, permette di godere dalla sua sommità di una vista esemplare, dalla foce del Magra fino al contrafforte delle Alpi Apuane. A differenza del castello, la torre ha origini più antiche, fu costruita molto prima, tra il X-XI secolo e come punto di avvistamento.
Il complesso conserva nel cortile interno un bellissimo roseto ed il pittoresco mosaico centrale della corte, più uno spiazzo chiamato “Fosso”. Sede dell’amministrazione comunale, dal 2012 il castello ospita cerimonie, manifestazioni, matrimoni, spettacoli e concerti.

Ricettività, turismo ed eventi

Domenica 15 Maggio si festeggia il patrono di Fiumaretta Sant’ Isidoro, con mercatino e animazione. San Pasquale, il patrono di Ameglia, si festeggia invece il 17 maggio.

Escursioni guidate nel Golfo dei Poeti vengono eseguite dalle locali associazioni di trekking o dalla pro loco. In estate non mancano gli incontri all’insegna di teatro, musica, pittura e artigianato: a luglio c’è la Festa dei Pirati, con degustazioni tipiche e ragazzi mascherati che animano il paese, mentre a Bocca di Magra si svolge la Fiera d’Agosto, rassegna intellettuale ideata e curata da Alessandro Lana.

Il Centro Lunigianese di Studi Danteschi organizza sovente, in onore del Sommo Vate, premiazioni o rievocazioni storiche in onore delle tappe più importanti della sua vita o in quelle che l’hanno visto calcare l’area di Luni. D’obbligo informarsi presso la sede di Mulazzo per restare aggiornati sul ricco calendario, ma cose belle potrebbero accadere, a chi sa aspettare, presso il monastero di Santa Croce del Corvo.

L’Omo ar Bozo, manifestazione tenuta l’ultima domenica di carnevale e una delle più antiche in Italia legate alla festa, ricca di una serie di appuntamenti ed eventi artistici, musicali, gastronomici e folkloristici nel borgo, allieterà la pausa invernale di grandi e piccini.
Non sempre viene celebrata a cadenza annuale, perciò è ancora opportuno informarsi presso il comune circa i suoi preparativi.

Cucina

Come da tradizione, la cucina in questa zona è rimasta, negli anni, semplice e genuina, distinta dall’uso di ingredienti poveri, spesso di riciclo, ma non per questo meno appetitosi.

Le erbe aromatiche e l’olio d’oliva sono il condimento principale, e la presenza di carni rosse viene sostituita dal pesce, fresco e di giornata. Nell’entroterra si rispolverano masserie e attività rurali che regalano salumi e formaggi introvabili altrove, facendo qualche nome la spalla cotta di Filattiera, la mortadella della Lunigiana, caciotta e pecorino a chilometro zero. ll miele, la frutta e i funghi, su tutti i porcini, restano ornamenti preziosi per antipasti e taglieri.

Toscana e Liguria si attraversano condividendo la storia, ed ecco quindi spuntare i Panigacci di Podenzana, nelle panetterie la farinata di Sarzana, cotta in forno e a base farina di ceci, acqua, olio e un pizzico di sale, il buccellato, la torta di riso dolce, con l’anice, di Vezzano Ligure.

Tipici della Val di Magra sono i Testaroli , sorta di impasto non lievitato cotto nei caratteristici “testi”, appunto, in coccio, conditi con il pesto o il sugo.

Apriamo la lista dei primi con la celebre Mesciua, una zuppa bianca a base di ceci, fagioli cannellini, lenticchie e grano farro, condita con abbondante extravergine e pepe nero. Le donne spezzine, a proposito della storia di questo piatto, si dice fossero solite raccogliere le granaglie perse dai sacchi durante le operazioni di carico e scarico sulle banchine. Trenette al pesto, Tagiain ai Fasei (fagioli) o con le castagne, conditi di nuovo con la celebre salsa al basilico, la pasta con le acciughe, la Capponada, accompagnata da pane secco, bagnato in acqua e aceto, a cui si aggiungono acciughe salate, pomodori, basilico, cipolle, capperi e un po’ di peperoncino rosso, coronano le portate.

I piatti di pesce sono innumerevoli e ognuno proposto, spesso e volentieri, secondo piccole variazioni locali. Fritti e paranze vanno forte nei ristoranti, cernie ed orate si propongono al sale o al cartoccio. Una ricetta che vi consigliamo di provare è il filetto di muggine all’Agro d’Uva Vermentino, avvolto in foglie di vite e fatto arrostire in casseruola. L’insalata di Punta Bianca non dovrà trarvi in inganno, di vegetariano ha molto poco: viene preparata con muscoli (mitili), pane bagnato nel latte, un trito di giardiniera sott’aceto e un misto di odori dell’orto.

Il trio di mare preferito dalle tavole del Levante Ligure, che vede protagoniste le acciughe, il baccalà e i “muscoli” raccolti nei vivai, viene proposto con i ripieni, in umido o spadellando questo e quell’altro ingrediente; lo ritroverete spesso nelle tavole amegliesi. Particolare di tutta la costa che va da Tellaro a Bocca di Magra sono le seppie in umido con le bietole o Seppie in Zimino, unione riuscita tra la terra avida e il mare pescoso. Le seppie, tagliate a listarelle, si fanno cuocere con bietole e spinaci precedentemente lessati, accompagnate dunque con crostini di pane abbrustolito e vino bianco.

Per i secondi piatti a base di carne menzioniamo il coniglio in umido, o fritto, il pollo alla cacciatora, la trippa in umido, il rognone trifolato e la cima ripiena, d’adozione genovese.

I dolci tradizionali sono pochi, in ogni caso non fatevi mancare il budino fatto con uova, latte, zucchero e cotto a bagnomaria, il castagnaccio, ricoperto di pinoli e uvetta e la famosa Spongata sarzanese, ricchissima di canditi, marmellata e frutta secca.

I vini che accompagnano le portate sono per lo più bianchi: il bianco secco D.O.C delle Cinque Terre, il Levanto prodotto nella vallata che gli regala il nome e la Vernaccia di Corniglia.
Nella Val di Magra si producono sia bianchi che rossi, apprezzate le uve di Arcola, dei Colli di Luni e del tavolato sarzanese.

Il mercato immobiliare

Il territorio del comune di Ameglia è situato in Val di Magra al confine tra Liguria e Toscana ed è costituito, oltre al capoluogo ed il suo centro storico, dalle località di Bocca di Magra, Fiumaretta, e ultimo, ma non per importanza, il caratteristico borgo di Montemarcello, tutti luoghi differenti tra loro ed affascinanti.

Il territorio è attraversato dal fiume Magra che costituisce un’importante risorsa per l’attività nautica e per il turismo, infatti, la zona della foce del Magra, ogni anno accoglie migliaia di turisti provenienti da ogni parte del mondo. Da qui è facile raggiungere la Versilia, le meravigliose Alpi Apuane, famose per le cave di marmo, le Cinque Terre e Lerici.

I paesaggi costieri sono ricchi di molteplici sfaccettature, si alternano grandi spiagge di sabbia attrezzate, che scendono dolcemente verso il mare e coste rocciose tipiche del panorama ligure. Facilmente raggiungibile per chi arriva con l’autostrada, il nostro territorio risulta essere una valida scelta per un investimento immobiliare.

Molte sono le proposte immobiliari, varie ed a prezzi interessanti. Attualmente le quotazioni di mercato nel Comune di Ameglia, come del resto in tutto il territorio nazionale, sono diminuite circa del 30%, e naturalmente variano a seconda dell’ubicazione, delle dimensioni e dello stato di conservazione partendo da un minimo di € 1.500,00 al mq per soluzioni da ristrutturare, € 2.500,00 per immobili di fascia media, fino ad arrivare ad un massimo di € 4.000,00 al mq per soluzioni con vista mare, spazi esterni e finiture di lusso.

 

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