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Brugnato

 

“D’azzurro all’albero di susino al naturale, fruttato di tredici, nodrito su di una campagna di verde; al capo di Genova” (Descrizione araldica dello stemma)

Prossimo agli Appennini, il paesello di Brugnato deve molto ai monaci benedettini di San Colombano, e cioè i suoi coloni, coloro i quali hanno aiutato l’evoluzione di questa bucolica realtà metà montagna, malgrado sorga in una zona pianeggiante, e metà, ancora adesso, casa di misteri ed ex cittadella vescovile.

La principale attrazione del borgo, guarda un po’, potrebbe essere proprio la cattedrale dei Santi Pietro, Lorenzo e Colombano. Per ciò che riguarda la montagna, avrete di che camminare lungo i percorsi salute, o praticare uno sport a vostra scelta tra rafting, mountain bike, equitazione o campeggio… se si può definire sport.

Abbiamo detto che Brugnato ha fatto parlare di sé in qualità sede vescovile, nel XII secolo: i reperti del caso li ospita il Museo Diocesano, all’interno del palazzo vescovile di Brugnato, che rimane adiacente alla cattedrale. A essere sinceri, l’intero borgo sembra, a molti, un museo a cielo aperto di per sé.

Tirando le somme, Burgnato è cresciuto a scopo difensivo e, oggi come allora, essendo fortificato – il fossato ormai risulta interrato –, vi si accede attraverso due unici ingressi, Porta Sottana, ad est, vicino alla quale rosolano al sole i ruderi della cappella dei Santi Rocco e Caterina, e Porta Soprana o Maestra, ad ovest.

Il centro storico, protettore degli edifici religiosi, conta un sacco di dimore signorili, nonché le tipiche facciate in arenaria, portici e corridoi di case assiepate dalle tinte vivaci, chiaro lo stampo genovese. Bozzolo, unica frazione, e sede dell’antico castello dell’abbazia di Brugnato, oggi praticamente assente, domina da sopra le piane.

Brugnato è Bandiera Arancione Touring Club Italiano.

Eventi e Luoghi d'Interesse

Nel borgo di Brugnato occhieggia, in mezzo ai carrugi, la Concattedrale dei Santi Pietro, Lorenzo e Colombano, omaggiando il punto in cui già risiedeva la prima versione dell’abbazia, l’originale edificata dai monaci di Bobbio. A due navate, una centrale maggiore ed una laterale minore, contraddistinta da un imponente corpo centrale in linea con i canoni medievali apprezzati in quel di Luni, trova compiutezza nel fido campanile, di forma quadrangolare; la facciata è posteriore, facente parte di un rifacimento di gusto barocco. La diocesi lunense, nel corso degli anni, viene spostata a La Spezia, lasciando al grosso fabbricato che incombe sulle stradine fresche di Brugnato il titolo di concattedrale.

Arriviamo all’Oratorio di San Bernardo, di foggia barocca e con una bellissima tela di Gian Lorenzo Bertolotto da ammirare al suo interno. Viene a ruota il Palazzo Vescovile, oggi “Museo Diocesano”, grazie al quale sono state raccolte diverse opere artistiche religios” della Val di Vara, così come dell’antica diocesi di Brugnato. Evoluto su tre piani, alla base si trovano gli scavi archeologici con i ruderi delle mura dell’abbazia che era appunto antesignana; al primo piano si conserva l’alloggio del vescovo, con lo studio e gli arredi; al secondo piano le sale dell’esposizione, degli abiti, dei manoscritti e delle stampe.

Mirabili e ferventi di partecipazione cristiana il Convento dei Padri Passionisti, di nuovo con la relativa chiesetta di San Francesco e circondato da un ampio chiostro, e risalente al XVIII secolo, il Santuario della Madonna dell’Ulivo, quest’ultimo, malgrado risulti in posizione defilata, costruito proprio su volontà dei fedeli.

Segnaliamo, tra gli eventi, l’”Infiorata del Corpus Domini”. Brugnato dimostra un grande attaccamento alla ricorrenza, che è capace di riunire gli abitanti, con l’approssimarsi del Corpus da cui prende il nome, e tutto il loro senso artistico; ci si rallegra, a festività in corso, dei colori di un variopinto tappeto fiorito, lungo quasi un chilometro, composto interamente da petali e cromie spesso, ma volentieri, improvvisate; le tematiche, a sfondo religioso, celebrano Gesù nell’Eucarestia.

Luglio è il momento giusto per celebrare “Un Borgo in Festa”, che poi non è altri che il contenitore estivo di Brugnato per rallegrare il turista.

Non mancano gli eventi patronali: Festa di San Pasquale il 17 maggio, di San Pietro il 29 giugno e le celebrazioni in onore di San Bernardo Abate il 20 agosto. Gli onori di casa spettano a San Lazzaro e alla sua, di festa, in aprile, con tanto, tanto street food e bancarelle di artigianato.

Recentemente, Brugnato ha inaugurato il primo grande outlet village, chiamato “ShopInn”, della Liguria, con oltre 70 negozi a disposizione dell’utenza.

Cucina

Brugnato non passa mai di moda, quale fiorente zona di produzione per quanto riguarda dolci e formaggi: abbiamo la ciambella all’anice di Brugnato, morbidissima, spugnosa e colore del miele appena colato, di cui mantiene anche il sapore, e il cavagnetto di Bugnato, sorta di cestino arricchito dai sapori della scorza di limone e, di nuovo, dell’anice; la caciotta di Brugnato, a pasta molle e dalla stagionatura breve, poi la mozzarella di Brugnato, fresca e filante … potremmo andare avanti all’infinito.

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